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13. TTUNG ĴENN - La compagnia fra uomini – Lavorare insieme

13. TTUNG ĴENN - La compagnia fra uomini – Lavorare insieme - Ching & Coaching

Un esagramma positivo, con l'obbligo di pensare al bene comunei.

 

Il tredicesimo esagramma, a dispetto della scaramanzia contro il numero 13, regala un responso estremamente positivo per le collaborazioni finalizzate al bene comune. L’invito, implicito, è quello di superare egoismi e personalismi.

Viene descritto un punto di inizio positivo, che permette di avviare grandi progetti a lungo termine. C’è un gruppo di lavoro, c’è calore, entusiasmo e consapevolezza, c’è passione: a volte un po’ troppa, e da qui l’invito alla pazienza. E soprattutto c’è condivisione, e il forte invito a condividere con il gruppo sia i beni materiali che il lato più spirituale della vita e del lavoro.

Il segno descrive anche un capo illuminato, energico, capace di creare entusiasmi e di svilupparli in progetti concreti.

Se avete chiesto come portare al successo l’azienda e ottenuto questo esagramma, il suggerimento è di fare gruppo, e assicurarvi che il gruppo sappia discutere e condividere la vision: un grande progetto, da sviluppare nel tempo, ha bisogno di qualcosa in più di un ROI, un bilancio e un’organizzazione operativa.

È ovvio: il lavoro andrà organizzato. La compagnia tra uomini è molto lontana dall’armata Brancaleone. Ma non è neanche un esercito. Si tratta di un vero gruppo organizzato, in cui ciascuno è responsabile, rispetta i tempi e procede compatto verso il successo.

Le singole linee aggiungono raccomandazioni, o avvertimenti, importanti e molto significative per il lavoro in azienda. Una delle più importanti, ribadita con diverse sfumature in più di una linea, è relativa alla differenza tra un gruppo vincente e un clan. La compagnia tra uomini è un gruppo che opera a beneficio di tutti, non in maniera utilitaristica per il vantaggio dei suoi membri. Non si tratta di una cordata di potere.

Il sei all’inizio indica la costruzione del gruppo e invita alla ricerca di un chiaro obiettivo comune.

Il sei al secondo posto avverte di un pericolo: il gruppo di lavoro si sta trasformando in un clan e non ne può venire alcunché di buono.

Estremamente interessante anche il monito nove al terzo posto: il vero successo si basa sulla piena fiducia reciproca. Bisogna fidarsi ed essere affidabili per poter collaborare. Se manca questa condizione non si crea un vero gruppo, ed è meglio rivedere obiettivi e strategie.

Il nove al quarto posto indica che si cerca di raggiungere un obiettivo non condiviso e lo si persegue in maniera ossessiva, allontanandosi dal team. Non va bene.

Anni di vita d’azienda mi portano anche ad apprezzare il monito del nove al quinto posto: ci sono situazioni importanti in cui si presentano ostacoli e difficoltà. Per creare un vero gruppo compatto tali difficoltà vanno ammesse, condivise e affrontate perché solo se ciascuno ammette i propri limiti e condivide le proprie difficoltà il gruppo può costruire il successo. Ovviamente ciò non significa che un team debba diventare un gruppo di sostegno, ma il vero manager illuminato non finge di essere Rambo.

Il nove sopra invita, talvolta, a lasciarsi andare, a vivere con leggerezza, anche frequentando semplici conoscenze, senza obiettivi.

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