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Temo sia una questione di valori

Temo sia una questione di valori - Ching & Coaching

Il 10 dicembre 1948 veniva adottata la Dichiarazione universale dei diritti umani e sorgono alcune rifessioni che desidero condividere.

Se ne è parlato sui media, ma non tanto: decisamente meno che di altri argomenti che, evidentemente, sono stati ritenuti più interessanti.

La prima domanda è proprio questa: perché tanti, ma proprio tanti, argomenti sono stati ritenuti più interessanti, coinvolgenti, dell’annversario della dichiarazione dei diritti umani. Eppure ci sono anniversari e “giornata de…” su cui ci cominciano a martellare al mattino presto, a volte anche il giorno prima, e fino a sera non c’è telegiornale, trasmissione, quotidiano o social che non tratti l’argomento fino ad esaurimento (almeno quello della mia pazienza).

La Dichiarazione universale dei diritti umani è passata in sordina, ne hanno parlato pochi e poco. Non interessa, non coinvolge.

Vengono dati per scontati? Non mi sembra, visto che le battaglie contro vaccini e greenpass si appellano alla Costituzione, ai Diritti umani, alla libertà individuale… Mi aspettavo che almeno qualche novax accanito ci ricordasse l’anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Invece no o, almeno, io non ho visto nulla.

Forse sono scomodi? Sì, certo che i diritti umani sanciti dalla dichiarazione sono scomodi perché chi li ha acquisiti dovrebbe quasi automaticamente sentire il dovere di tutelarli e conquistarli per tutti: non basta dire che cu.. essere nati dalla parte giusta!

Sono scomodi perché abbiamo ampie dimostrazioni di come e quanto i diritti sanciti non vengano rispettati, e tantomeno difesi. Sembriamo quelli che, nelle loro case comode, blateravano contro la schiavitù, ma avevano fatto investimenti nelle navi negriere che davano un bel po’ di profitti. Non è passato molto tempo, e l’atteggiamento non è poi cambiato tanto.

In quanto sono pronti a boicottare aziende che fanno lavorare bambini o che usano i braccianti agricoli sotto le norme del caporalato? Si ceca di non saperlo, ma quando si scopre, poi, non facciamo granché.

Il problema della dimenticanza della Dichiarazione universale dei diritti umani è dunque legato al fatto che ogni diritto sancito ci richiama a dei doveri?

Non credo, secondo me c’è di più, e di peggio.

Temo che il problema sia che la Dichiarazione universale dei diritti umani è fondata su valori che, appena usciti dal dramma della seconda guerra mondiale, erano condivisi e urlavano a gran voce di essere fondamentali. Sono valori di umanità, rispetto, aiuto.

Si sono persi?

Non proprio, sono ancora lì, ma non sono più prioritari.

La vita, le azioni, le scelte di ciascuno di noi si basano su una gerarchia di valori ed è la graduatoria che, spesso, è determinante. Questo vale per l’individuo e per la collettività. Lo dimentichiamo, ma lo viviamo tutti i giorni.

Ecco, semplicemente i valori condivisi che hanno portato alla Dichiarazione universale dei diritti umani sono ora in secondo piano.

È molto triste.