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		<title>esempi_pratici</title>
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			<title>Consigli pratici Esagramma 23. PO â&amp;euro;&amp;ldquo; Lo sgretolamento</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Consigli pratici Esagramma 23. PO – Lo sgretolamento</strong><br />Una delle fasi più complesse della lettura dell’I Ching è quella di trovare la correlazione tra il responso e la domanda fatta. Non basta conoscere gli esagrammi e il loro significato: serve accoglienza, connessione interiore, e piena disponibilità mentale. Tutto questo è ancora più complesso se consultiamo il Libro dei mutamenti per altre persone.
Ecco il perché di questo video, e di altri che seguiranno: offrire qualche suggerimento pratico dettato da lunga esperienza.]]></description>
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			<title>Consigli pratici Esagramma 40. HIE â&amp;euro;&amp;ldquo; La liberazione</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Consigli pratici Esagramma 40. HIE – La liberazione</strong><br />Non basta conoscere gli esagrammi e il loro significato: serve accoglienza, connessione interiore, e piena disponibilità mentale. Tutto questo è ancora più complesso se consultiamo il Libro dei mutamenti per altre persone.
Ecco il perché di questo video, e di altri che seguiranno: offrire qualche suggerimento pratico dettato da lunga esperienza.
Oggi ti parlo dell’esagramma 40, La liberazione. È uno degli esagrammi che qualcuno definisce brutto, mentre ad altri piace. A me piace, e sono contenta quando emerge nei miei responsi]]></description>
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			<title>Consigli pratici Esagramma 21. SCÏ HO â&amp;euro;&amp;ldquo; Il morso che spezza</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Consigli pratici Esagramma 21. SCÏ HO – Il morso che spezza</strong><br />Non basta conoscere gli esagrammi e il loro significato: serve accoglienza, connessione interiore, e piena disponibilità mentale. Tutto questo è ancora più complesso se consultiamo il Libro dei mutamenti per altre persone.

Ecco il perché di questo video, e di altri che seguiranno: offrire qualche suggerimento pratico dettato da lunga esperienza.
Oggi ti parlo dell’esagramma 21, Il morso che spezza. È uno degli esagrammi che qualcuno definisce antipatico.
Io non lo trovo negativo e, quando è uscito nei responsi, mi è sempre stato utile
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			<title>Consigli pratici Esagramma 12. PI - Il ristagno</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Consigli pratici Esagramma 12. PI - Il ristagno</strong><br />Non basta conoscere gli esagrammi e il loro significato: serve accoglienza, connessione interiore, e piena disponibilità mentale. Tutto questo è ancora più complesso se consultiamo il Libro dei mutamenti per altre persone.
Ecco il perché di questo video, e di altri che seguiranno: offrire qualche suggerimento pratico dettato da lunga esperienza.
Oggi ti parlo dell’esagramma 12, il ristagno, un esagramma difficile da raccontare quando esce come responso.]]></description>
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			<title>Consigli pratici Esagramma 58. TUI â&amp;euro;&amp;ldquo; Il sereno</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Consigli pratici Esagramma 58. TUI – Il sereno</strong><br />Non basta conoscere gli esagrammi e il loro significato: serve accoglienza, connessione interiore, e piena disponibilità mentale. Tutto questo è ancora più complesso se consultiamo il Libro dei mutamenti per altre persone.
Ecco il perché di questo video, e di altri che seguiranno: offrire qualche suggerimento pratico dettato da lunga esperienza.
Oggi ti parlo dell&#039;esagramma 58. TUI – Il sereno: l&#039;esagramma della gioia, della felicità]]></description>
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			<title>Consigli pratici Esagramma 47. KKUNN - Lâ&amp;euro;™assillo</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Consigli pratici Esagramma 47. KKUNN - L’assillo</strong><br />Non basta conoscere gli esagrammi e il loro significato: serve accoglienza, connessione interiore, e piena disponibilità mentale. Tutto questo è ancora più complesso se consultiamo il Libro dei mutamenti per altre persone.
Ecco il perché di questo video, e di altri che seguiranno: offrire qualche suggerimento pratico dettato da lunga esperienza.
Oggi ti parlo dell&#039;esagramma 47. KKUNN - L’assillo: il responso più difficile dell&#039;intero Libro dei mutamenti e, di conseguenza, il più complesso da raccontare quando esce come responso.]]></description>
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			<title>Work in progress</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/work_in_progress_2829586.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Work in progress</strong><br />L’antefatto è che qualche settimana fa mi viene offerta l’opportunità di fare due giornate di facilitazione presso un’azienda. Il contratto non è mio, il progetto è internazionale e quelle due giornate sono già state fatte in altri Paesi, dal titolare della società di consulenza che, però, non sapendo l’italiano cerca, in me, la versione per la filiale italiana.
Il contesto è che le versioni precedenti sono piaciute moltissimo: il progetto è innovativo e, soprattutto, l’approccio è innovativo. Vengo quindi contattata e leggo molti dubbi e perplessità sia nelle persone dell’azienda italiana (hanno aspettative molto alte: è ovvio che abbiano anche dubbi) sia nella titolare della società di consulenza: anche questo è ovvio perché il progetto è la sua nuova creatura prediletta e affidarla ad altri, nella fattispecie a me, le crea ansia.
Penso diverse volte di rifiutare, in fondo il compenso non è certamente alto, ma nella mia situazione … tutto serve, e accetto.
Accetto con ansia e accetto cominciando a studiare, ma il tempo per prepararmi è breve e scorre in fretta.
Circa una settimana prima della fatidica data pongo il quesito all’I Ching: come va, cosa devo sapere, a cosa devo prestare attenzione. Pongo una domanda confusa: io sono in piena confusione, e confido che il Libro dei mutamenti mi venga incontro.
La risposta è l’esagramma 61 con la linea mobile al quarto posto.
Il responso La luna è quasi piena. Un cavallo della pariglia viene perduto. Non c’è colpa mi racconta che per raggiungere la piena coscienza e consapevolezza richiede spiritualità e umiltà: bisogna rivolgersi in alto per venir illuminati come la luna dal sole, ma l’umiltà fa sì che ci si arrivi mai a sentirsi come la luna piena. Tuttavia l’esagramma 61 mi conforta: è proprio delle persone che hanno una buona dose di saggezza e carisma.
L’esagramma di trasformazione, però, è il decimo che promette sì il successo, ma … viaggiando sulla coda della tigre. Sono ancora preoccupata e così cerco di capire se posso fare qualcosa.
La linea mobile del primo esagramma è la quarta, quindi sottintende il consiglio di rivedere alcune convinzioni, alcune abitudini di pensiero.
Così riprendo a studiare e cerco modalità fantasiose per fare la presentazione e far fare gli esercizi.
Poi, il giorno prima di andare in aula, interrogo nuovamente l’I Ching.
E questa volta il responso è l’esagramma 35, il progresso, con linea mobile al 3° posto: Tutti concordi. Il pentimento svanisce, che significa che si può progredire beneficiando della fiducia conquistata, si è in comunione con gli altri, e ciò porta successo.
Certo, l’esagramma di mutamento è il viandante, ma so bene che questo è un incarico occasionale e non ci sarà un seguito, né desidero ulteriori collaborazioni con chi mi ha affidato l’incarico.
Responso positivo, quindi, e in crescendo.
Volete sapere se, dopo questo responso, sono andata in aula tranquilla?
Assolutamente no! Avevo una bella fifa.
Volete anche sapere come sono andate le due giornate?
Un trionfo, credetemi. Un trionfo!]]></description>
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			<title>Evitare le convinzioni limitanti nelle divinazioni</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/evitare_le_convinzioni_limitanti_nelle_divinazioni_967446.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Evitare le convinzioni limitanti nelle divinazioni</strong><br />Le convinzioni limitanti sono quelle modalità di pensiero che ci siamo costruiti nel tempo, o che ci hanno inculcato, e che diamo assolutamente per scontate. Peccato che siano convinzioni, non verità, e ci impediscono di vedere tutte le sfaccettature. 
Leggendo le carte, o l’I Ching, può accadere di farci condizionare dalle convinzioni limitanti. E non parlo di una lettura filtrata attraverso pregiudizi o esperienze pregresse, sempre da evitare, ma di una lettura filtrata in assoluta buona fede. 
Vi racconto un paio di esempi, e poi torno ai concetti basilari.

Anni fa usavo spesso le carte romagnole per la lettura: sono quelle su cui, 40 anni fa, ho imparato a leggere le carte. È un mazzo di 40 carte, simile alle napoletane, e contiene solo gli arcani minori. Premetto che io non leggo mai la situazione di salute: si rischia troppo di condizionare la persona.

Nella lettura che avevo imparato, le spade sono la razionalità, il lavoro. I tre sono i trionfi, i successi, le soddisfazioni. Il tre di spade è quindi un successo in ambito professionale. Nella disposizione delle carte ho sempre posizionato carte per identificare problemi da risolvere e opportunità da cogliere: un modo di lettura che stimola la proattività.
Parecchi anni fa, durante un viaggio, un compagno di viaggio mi chiese di leggergli le carte: di lui non sapevo praticamente nulla. Durante la lettura, mi arrivò il 3 di spade nella posizione dei problemi da superare, con l’indicazione che sarebbe comunque andato tutto bene. C’era qualcosa di illogico. Come poteva un trionfo sul lavoro essere un problema da superare? Un approfondimento mi indusse ad interpretare che c’era un problema di ansia, di emotività, che poteva essere superato con successo tramite la razionalità e la calma, ma comunque la lettura non era soddisfacente, e lo confessai. La risposta mi sorprese: mi hai detto più di quanto pensi, ed è tutto vero. 
Non capivo. Nel mazzo che usavo il 3 di spade  era rappresentato da un cuore trafitto da tre spade. Mi confessò che aveva problemi di cuore, doveva fare un intervento con tre bypass, ma lui ne era spaventato e ancora non aveva deciso se fare l’intervento, nonostante fosse indispensabile.
In pratica, il mio rifiuto di guardare l’ambito della salute mi aveva tratto in inganno, e mi aveva impedito di vedere un possibile palese significato.

Più recentemente ho assistito ad una lettura dell’I Ching. Esagramma 41, la Minorazione, con la quarta linea mobile.

Globalmente il segno indica (semplificando un po’) la necessità di bilanciamento tra interiorità ed esteriorità, ed una delle frasi nella spiegazione recita: Davanti a Dio non vi è bisogno di false apparenze. Anche con piccoli mezzi i sentimenti del cuore si possono manifestare.
La quarta linea mobile invita a correggere i propri difetti. 
L’interpretazione che veniva data era quella di approfondire l’analisi di se stessi, ma vedevo la persona sempre più perplessa. Perché, in realtà, si trattava di una persona già troppo dedita allo studio, alla meditazione, allo scavo interiore, quindi l’invito dell’I Ching era presumibilmente l’esatto contrario dell’interpretazione data. L’I Ching diceva: buttati! Prova! Mettiti in mostra, se vuoi vedere risultati. 
Ancora una volta la convinzione che, in linea di massima, il mondo d’oggi sia povero di interiorità aveva indotto in equivoco il lettore, impedendogli di vedere l’eccezione.
Nella lettura per se stessi questi rischi sono accentuati. Infatti nel coaching capita molto spesso che si desideri rafforzare risorse che già abbiamo. Chi è paziente desidera esserlo ancora di più, chi è assertivo cerca assertività. Ciò avviene sia perché tendiamo sempre a cercare cose che conosciamo, sia perché sappiamo bene quanto, in passato, quelle risorse ci siano state utili e quindi speriamo che, rafforzandole, possiamo essere in grado di affrontare efficacemente anche i problemi futuri. 
Tornerò su questo argomento. Per ora … guardate tutte le sfaccettature!]]></description>
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			<title>Accogliere l'inaspettato</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/accogliere_l_inaspettato_1667357.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Accogliere l&#039;inaspettato</strong><br />Un bellissimo esercizio di psicodinamica somiglia alla ricerca dell’animale totem esistente in alcune culture dei nativi americani. Io amo molto i gatti, ed è un amore ricambiato. Durante la spiegazione dell’esercizio ero quindi sostanzialmente sicura che nel mio inconscio avrei trovato un gatto, o almeno un felino.
Invece … sorpresa! Mi sono ritrovata una civetta.
Silvia, la mia preziosa guida in questo percorso, mi spiegò che la civetta rappresenta la ragione (secondo il concetto illuministico del termine), la giustizia e i valori femminili. In base all’esperienza che avevo fatto, risultava che almeno una parte dei miei valori femminili si sentiva in pericolo.
Dopo l’esperienza, e la sua analisi, ero pienamente disponibile ad ammettere che la civetta, come rappresentante della giustizia, faceva pienamente parte di me: la giustizia è sempre stata uno dei miei valori fondamentali.
Ero anche conscia che la mia parte razionale aveva qualche difficoltà: pur essendo pienamente presenti in me il razionale e l’inconscio, l’emisfero cerebrale destro e quello sinistro erano ben sviluppati, erano anche totalmente squilibrati: erano loro, e non io, a decidere chi era predominante e in quale momento. Cosicché mi ritrovavo ad essere emotiva quando avevo bisogno di controllo, e totalmente razionale quando sarebbe stato più utile lasciarmi andare alle emozioni, o a cogliere gli input del mio inconscio. Era una buona occasione per iniziare un percorso, lungo e soddisfacente, che stabilisse il giusto equilibrio.
Mi era però decisamente difficile accettare che il mio femminile si sentisse in pericolo. Oggi, a distanza di molti anni, posso ammettere che era vero: avevo da poco iniziato la carriera lavorativa in un mondo prettamente maschile e, come molte donne, stavo inconsciamente scegliendo se proseguire assorbendo valori e convinzioni “adeguate”. Fu la civetta a farmi riflettere, e trovare la mia strada.
Lucia è insicura, stressata, ansiosa. Non ama stare in mezzo alla gente, e se appena può si chiude in casa con un bel libro. Durante un corso guido un esercizio di rilassamento e di ancoraggio per lo stato d’animo desiderato, usando come ancore i colori. Scopo dell’esercizio è, in una forma di leggera meditazione, identificare un colore e uno stato d’animo da potenziare che sia particolarmente utile, e ciascuno dei partecipanti, nel momento che stanno vivendo. Ovviamente ogni partecipante troverà il suo colore e il suo stato d’animo, parzialmente guidato dalla mia voce che associa ad ogni colore alcuni suggerimenti. Al termine dell’esercizio, Lucia ha le lacrime agli occhi. Mi preoccupo, e le chiedo se vuole condividere la sua esperienza e le sue emozioni. Così Lucia ci racconta che si aspettava di visualizzare il colore verde, associato alla natura e alla pace interiore. Invece si trova davanti il giallo, colore della concentrazione, della volontà e della libertà. Inizialmente infastidita, si è poi lasciata inondare e ha sperimentato sensazioni che non provava più da anni.
Enrico fa un lavoro che ama e che gli dà soddisfazioni. Eppure di notte ha gli incubi. Questa storia dura da tempo, e dura a lungo. Fino a quando, durante un esercizio di meditazione, si ritrova in un altro luogo, a fare il lavoro che sognava da bambino. Sorpreso, si rende conto che può comunque coltivare quell’attività come hobby, e gli incubi scompaiono.
Potrei aggiungere molti esempi nella lettura dell’I Ching o dei tarocchi. Se volete, potete credere alla magia, al destino, o a qualunque cosa. Però c’è anche un fattore più razionale e, forse, più rassicurante: il nostro inconscio raccoglie ed elabora molte più informazioni di quante siamo capaci di cogliere con la nostra parte razionale. Quando colleghiamo i due emisferi cerebrali siamo in grado di accedere a quelle informazioni e di collegarle tra loro, trovando risposte e input a cui non avevamo pensato, ma che erano lì, pronti ad essere disponibili appena diamo spazio.
E, pensate, spesso non c’è neanche bisogno di esercizi ad hoc o di meditazione: è sufficiente dare spazio all’imprevisto, all’inaspettato, accoglierlo a braccia aperte invece di bloccarlo spaventati, o di fuggirlo terrorizzati. Credetemi, il nostro cervello è molto più intelligente e informato di quanto riusciamo ad immaginare! E saper accogliere l&#039;inaspettato ci offre regali incredibili.]]></description>
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			<title>Trovare gli obiettivi</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/trovare_gli_obiettivi_616235.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Trovare gli obiettivi</strong><br />Teoricamente, sia sul lavoro che nella vita privata, quando operiamo “per obiettivi” siamo più efficaci e più efficienti.
Lo dicono tutti, lo si trova scritto e, per la mia esperienza, è indubbiamente vero. Il problema, però, spesso è identificare l’obiettivo.
Tecnicamente un obiettivo nasce da un desiderio. Questo viene esaminato, elaborato, scritto secondo le regole:

Specifico
Misurabile 
Attraente
Ragionevole
Temporizzato

E, in più affermativo, ecologico e responsabilizzante.
Eppure molto spesso, quando si elabora questo processo, si trovano degli intoppi.
Già, perché in questo mondo pieno di arroganza, aggressività e maleducazione sembrerebbe che gli unici modesti, politically correct siamo noi quando vogliamo definire gli obiettivi.
Perché non abbiamo il coraggio di esprimere quei desideri che davvero ci farebbero contenti. A volte è la paura ad impegnarsi: chiedo poco, così faccio poca fatica. A volte è il timore del cambiamento: chiedo piccole cose, così sono sicuro che non produco cambiamenti sostanziali. A volte …
A volte mi ritrovo a fare la brutale domanda: perché. E qui si scopre il mondo.

Il mio obiettivo è imparare a ….
Perché?
Così il mio capo se ne accorge, mi premia, e faccio carriera.

Chissà perché dichiarare da subito che l’obiettivo è la carriera sembra brutto.
Persino “voglio vincere il superenalotto” è un modo per nascondere obiettivi molto più reali e concreti. E infatti alla domanda perché ho avuto risposte molto diverse:

così mi compro la casa
se ho soldi in banca mi sento più sicuro
voglio mettermi in proprio
tanto denaro mi farebbe sentire libero

Molte ipotesi di obiettivi sono, in realtà, strategie o mezzi. Invece un obiettivo è un fine.
Certo, può essere un fine che poi fa scattare un obiettivo successivo, ma rimane un fine.
Se cerco la libertà, o la sicurezza, devo avere il coraggio di dichiarare che questo è il mio obiettivo. E ciò è particolarmente vero con le cose impalpabili, come appunto la serenità, la libertà, la sicurezza.
Altrimenti il rischio è di spendere tempo ed energie a perseguire qualcosa che, una volta realizzato, lascia l’amaro in bocca, perché non è ciò che realmente volevamo.]]></description>
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		<item>
			<title>Caro Libro dei mutamenti, chi sono oggi?</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/caro_libro_dei_mutamenti_chi_sono_oggi_1253677.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Caro Libro dei mutamenti, chi sono oggi?</strong><br />È un periodo complesso, che spesso sento come difficile. Di lavoro ce n’è poco e, avendo fatto la scelta di rinunciare allo stipendio fisso, sono preoccupata. Certi giorni anche spaventata. 
E poi ci sono le difficoltà del vivere: credo nell’amicizia, che fortunatamente mi sostiene, ma ci sono tante situazioni poco positive, qualche fregatura, un po’ di paura.
Il rischio è di sottovalutare, o sopravvalutare, me stessa e i miei progetti. Insomma, so di non essere originale: vivo gli alti e bassi che vivono tanti in questo momento.
Di questi tempi la tentazione di chiedere insistentemente, ripetutamente, cosa accadrà o come fare per realizzare qualcosa è molto forte, con il rischio di ottenere risposte confuse o deludenti, e aumentare ulteriormente confusione e frustrazione. 
Molto meglio, e molto più rivelatore, chiedere semplicemente “chi sono io oggi”, ottenendo informazioni più chiare, leggibili, e migliori consigli.
Io l’ho chiesto, ed ecco il risultato, e l’interpretazione. 
Il responso è stato l’esagramma 48, Il Pozzo, con linee mobili al primo posto, al quarto e al quinto posto. Il mutamento mi ha dato l’esagramma 34: La potenza del grande.
L’interpretazione mi dice che sono in un periodo di confusione e cambiamento, senza una chiara definizione del percorso (3 linee mobili).
Ragionando poi sulle singole linee, basandomi anche sul legame tra linee e livelli logici, mi risulta che:

in questo periodo l’ambiente non è favorevole e io non mi muovo nel modo più opportuno al periodo e all’ambiente (linea mobile al primo posto)
C’è un lavoro da fare sulle mie convinzioni, una sorta di tagliando delle mie sicurezze e insicurezze (linea mobile al quarto posto)
I miei valori sono invece corretti e solidi, adeguati a ciò che voglio, che voglio fare e che voglio essere. Un buon preludio al successo, che però non si concretizza ancora (linea mobile al quinto posto)

Il mutamento, esagramma 34, indica forza, gioventù mentale, successo. Il segno indica un tempo in cui il valore interiore si alza potentemente e giunge al dominio. Però non bisogna forzare le cose, o pretendere troppo da se stessi. È indispensabile perseguire la giustizia, e magari accettare qualche compromesso (ahia! Sui compromessi non sono granché!)]]></description>
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			<title>Imparare e insegnare</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/imparare_e_insegnare_747827.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Imparare e insegnare</strong><br />L’esempio di oggi è tratto dalla mia esperienza personale. Quando ho letto per la prima volta questa frase di un antico studioso della Cabala ebraica Nella ricerca della saggezza il primo stadio è il silenzio, il secondo l’ascolto, il terzo il ricordo, il quarto la pratica, il quinto l’insegnamento ho creduto di capire per quale motivo, nonostante le tradizioni di famiglia, mi fossi sempre rifiutata di insegnare, e parlo di insegnare nel senso più ampio del termine.
Io amo il silenzio, mi piace ascoltare, sono curiosa e quindi sperimento, ma sono sempre piena di dubbi, quindi so che non posso arrivare ad uno stadio di saggezza tale da poter insegnare. 
Poi mi sono ritrovata, quasi per caso, ad insegnare alcune delle cose che avevo ascoltato e sperimentato: tecniche e riflessioni per il benessere personale. Non posso parlare per chi ha studiato o frequentato i miei corsi, saranno loro a dire se è servito. Ma posso dirvi che, insegnando, si fanno incredibili scoperte.
Perché il rischio dell’abitudine, della convinzione, è sempre presente. Quando si sperimentano tecniche di benessere si possono ottenere miglioramenti rapidi su se stessi e sulla propria qualità di vita. 
Ma poi, da soli, non è possibile approfondire le possibili sfaccettature. Ed anche confrontandosi con gli altri, dopo un po’, ci si abbandona al proprio modo di essere e di pensare, e si costruiscono abitudini. Almeno fino a quando la vita offre un nuovo ostacolo da superare, ma non è divertente.
Insegnando, invece, si è praticamente costretti a seguire tutte le sfaccettature che ti offrono coloro che imparano. 
Ed è così che si scopre come l’impensabile sia assolutamente possibile, l’ignoto sia reale.
Attenzione, però, a non entrare nel circuito del “giusto – sbagliato”. Non dovete mai considerare “giusto” ciò che insegnate, da contrapporre allo “sbagliato” di chi vede le cose diversamente. ]]></description>
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		<item>
			<title>Consigli pratici Esagramma 10. LÜ - Il procedere</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/consigli_pratici_esagramma_10_lue_il_procedere_3295040.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Consigli pratici Esagramma 10. LÜ - Il procedere</strong><br />Non basta conoscere gli esagrammi e il loro significato: serve accoglienza, connessione interiore, e piena disponibilità mentale. Tutto questo è ancora più complesso se consultiamo il Libro dei mutamenti per altre persone.
Ecco il perché di questo video, e di altri che seguiranno: offrire qualche suggerimento pratico dettato da lunga esperienza.
Oggi ti racconto l’esagramma 10, Il procedere, un esagramma complesso da spiegare quando appare come responso.]]></description>
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			<title>Le intenzioni positive</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/le_intenzioni_positive_632385.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Le intenzioni positive</strong><br />In maniera un po’ più semplice, e semplicistica, possiamo dire che tutto ciò che facciamo nasce da un’intenzione positiva, indipendentemente dai risultati o dal comportamento che teniamo.
Questo vale per gli altri, e per noi stessi.
Spiegare questo concetto è semplice. E anche invitare le persone, in caso di contrasto, a cercare l’intenzione positiva dell’altra persona è abbastanza semplice.
Una volta spiegato il concetto, quasi tutti sono in grado di trovare, nell’altro, le intenzioni positive che lo muovono: la sua reazione è dovuta alla paura, cercava di proteggersi, è stato arrogante perché è insicuro, …
Alla luce dei fatti, e dell’esperienza, è ben più complesso, e talvolta difficile, trovare le proprie intenzioni positive.
Perché avere un’intenzione positiva, essere mossi da un desiderio di benessere, non significa avere intenzioni “nobili”. E, molto spesso, affrontare con chiarezza la propria intenzione positiva significa ammettere qualcosa che può sconfinare nell’egoismo, perché il volersi bene è egoismo, ma l’egoismo non è fare danni agli altri.
Laura, una simpaticissima e giovanissima maestra, dopo aver ascoltato attentamente la spiegazione sulle intenzioni positive ha dichiarato:

quindi devo ammettere che quando insisto con mio figlio (3 anni) perché mangi dei cibi che rifiuta, lo faccio anche perché così mio figlio diventa più facile da gestire? Sembra brutto dirlo!

Sarebbe anche potuto accadere il contrario:

quando accetto che mio figlio mangi solo quelle 4 cose che gli piacciono lo faccio per non fare la fatica di insistere.

Io credo che non solo non ci sia nulla di male in questo, ma nell’ammissione, nel riconoscimento dell’intenzione positiva, c’è anche il grande vantaggio che, qualora fosse necessario, in entrambe i casi la persona saprebbe cambiare il proprio comportamento, se spinta da motivazioni valide.
Al contrario una madre che ammette esclusivamente di insistere “per il bene del figlio” potrebbe arrivare ad imporsi con la forza anche quando non è necessario.
Già, il rischio di cercare, per noi stessi, solo ed esclusivamente intenzioni “nobili” (lo faccio per il tuo bene, lo dico per il tuo bene) ci rende inevitabilmente poco flessibili, poco tolleranti, molto dominanti. 
E c’è di più: se cerco di convincerti a far qualcosa per il tuo bene, entro automaticamente in una spirale per cui io ho ragione, tu hai torto e non ci sono altre possibilità: l’esatto contrario della libertà che vogliamo creare per il benessere. Si creano conflitti. Se io ho ragione e tu hai torto, io sono bravo e tu sei stupido.
Devo andare avanti?]]></description>
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			<title>Come ascoltare i responsi</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/come_ascoltare_i_responsi_1078083.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Come ascoltare i responsi</strong><br />Ascoltare è difficile. Spesso, ai corsi di comunicazione, dichiaro che “ascoltare è un’arte”, ed è un’arte troppo spesso dimenticata. Complice la fretta, lo stress, la disattenzione che abbiamo verso tutto e verso tutti, sono pochissime le persone che sanno davvero ascoltare.
Ma se siete tra quelli che si fanno leggere le carte, o l’I Ching, e si fanno influenzare dal responso, è fondamentale imparare ad ascoltare.
Esistono 4 diversi tipi di ascolto:


Ascolto Passivo = le parole entrano in un orecchio ed escono dall’altro
Ascolto Selettivo = si filtra il messaggio, si sente solo quello che si vuole sentire
Ascolto Riflessivo = si pone attenzione a tutto il messaggio, che viene utilizzato per chiarire quanto viene detto. Chi ascolta è una cassa di risonanza di chi parla. 
Ascolto Attivo = l’ascoltatore risponde a chi parla basandosi su quanto ha compreso del messaggio che gli è stato inviato. 


Non è raro che chi interroga sia talmente concentrato sul problema, e sulle domande che pone, da essere poi in ascolto passivo: ve ne rendete conto se, una volta usciti, non siete assolutamente in grado di ricordare cosa vi è stato detto.
Altrettanto frequente, e spesso pericoloso, è l’ascolto selettivo. Qui influisce anche lo stato d’animo di chi fa le domande: se è fiducioso, legge (e ricorda) solo le parti positive dei responsi. Se invece è depresso o spaventato seleziona solo le parti negative dei responsi. Se siete tra questi, evitate di interrogare gli strumenti di divinazione: li vedete solo come cassa di risonanza dei vostri stati emotivi.
L’ascolto riflessivo serve solo a chi parla: chi ascolta non ne trae assolutamente nulla. Potete accorgervi di essere in ascolto riflessivo se avete l’abitudine di concludere le frasi o le parole di chi sta parlando. Se siete tra questi, evitate di spendere soldi (soprattutto di questi tempi) per andare da un cartomante! 
I responsi dovrebbero sempre essere ascoltati in ascolto attivo. Aprite la mente, il cuore e le emozioni all’ascolto dei responsi. Poi sinceratevi di aver compreso facendo un brevissimo riassunto, parafrasando con parole vostre, e magari aiutatevi con alcune metafore. Se chi ha letto gli strumenti concorda con quello che riassumete, potete essere sicuri di aver capito.]]></description>
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			<title>Indicazioni sul lavoro</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/indicazioni_sul_lavoro_2597188.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Indicazioni sul lavoro</strong><br />Dopo anni, mi chiama una conoscente proponendomi una collaborazione ad un progetto per un’azienda. L’opportunità è buona, il progetto sembra interessante e molto ampio. Ovviamente dico di sì, e poi chiedo informazioni all’I Ching.
La risposta frena gli entusiasmi: esagramma 3 con ben quattro linee mobili, che si trasforma nell’esagramma 62.
Il primo messaggio è chiaro: quattro linee mobili vogliono darmi una strigliata. “Non hai ancora cominciato il lavoro e vuoi sapere come va a finire? Un po’ di pazienza”. Comunque procedo nell’interpretazione.
Esagramma 3, dunque. 

Il 9 all’inizio mi spiega che non tutto è come sembra.
Il 6 al terzo posto mi racconta che c’è qualcosa che non va nell’impostazione del lavoro. La domanda è se è la mia impostazione o quella dell’azienda a non essere corretta, ma non mi è chiaro.
Il 6 al quarto posto mi invita a non intestardirmi e preferire la ricerca di un accordo con le persone piuttosto che cercare la perfezione del lavoro.
Infine, il 9 al quinto posto mi descrive grandi difficoltà nella realizzazione e mi raccomanda di non intestardirmi.

L’esagramma di arrivo, il 62, mi dice che il progetto andrà in porto, ma sarà molto più ridotto e limitato di quanto penso.
Sono passate molte settimane da allora.
La collaborazione con la mia conoscente è ottima, meglio di quanto potessi sperare, ma …
Il briefing, scritto, dell’azienda non corrispondeva a quanto in realtà desideravano (il 6 al terzo posto …)
L’azienda ha cambiato idea più e più volte, rendendo il progetto qualcosa di piuttosto banale. Ho rischiato diverse volte di mandare tutto al diavolo, ma poi mi venivano in mente il 6 al quarto e il 9 al quinto posto!
Il lavoro, ora, si sta concludendo, ben più ridotto e limitato di quanto sembrava all’inizio …
E l’I Ching, come sempre, aveva ragione.]]></description>
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			<title>Destini e Obiettivi</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/destini_e_obiettivi_782149.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Destini e Obiettivi</strong><br />Io credo che abbiamo un destino o, per essere più precisi, un motivo preciso per cui siamo nati. Questo, però, ha poco a che fare con chi sposeremo, o come andrà una specifica storia d’amore, o un preciso colloquio di lavoro.
Ci sono momenti in cui possiamo riuscire a vedere, o intuire, il disegno che sta nella nostra vita.
E ci sono situazioni in cui diversi strumenti di divinazione ci possono indirizzare a capire il nostro destino.
Ma possono dirci anche molto di più.
L’I Ching è in grado di rispondere alla domanda “chi sono io?” o “qual è il mio destino?”. Ma nel darci la risposta quasi sempre ci fornisce anche delle linee mobili che indicano come abbiamo diverse potenzialità: quindi almeno in parte dipende da noi.
Anche attraverso l’esagramma di nascita, usato ad esempio nella medicina cinese, è davvero raro che otteniamo un esagramma senza linee mobili. Un po’ come analizzare la mappa cromosomica di un individuo, e vedere che è potenzialmente soggetto ad alcune malattie, ma di queste non tutte sono ineluttabilmente destinate a manifestarsi.
Un altro sistema di divinazione è la lettura della mano. Molti pensano che sia il più “rigido” dei sistemi: le linee della mano si manifestano già nei neonati, si fissano nell’adulto e mostrano “il destino”.
Ciò è solo parzialmente vero. Tanto per cominciare ci sono moltissime piccole linee che si modificano, compaiono e scompaiono a seconda di ciò che stiamo attraversando. Ma, elemento ancora più interessante, vanno lette entrambe le mani: la sinistra è la mano “del destino” e la destra è la mano “della realizzazione”. Molti hanno, ad esempio, più linee sulla sinistra che sulla mano destra: non hanno realizzato appieno le loro potenzialità. Qualcuno, invece, ha la mano destra più ricca, con linee più sviluppate: a fronte di un destino, si è ingegnato per realizzare molto di più.
Il mio augurio, e il mio invito, è quindi quello di cercare il proprio destino, facendo sempre in modo di sviluppare i vostri obiettivi affinché possiate sempre realizzare un po’ di più di ciò che il destino vi ha riservato.]]></description>
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			<title>I regali delle crisi</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/i_regali_delle_crisi_687969.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>I regali delle crisi</strong><br />Quando le cose vanno storte è una ben magra consolazione, eppure è proprio il superamento de momenti difficili che ci fa diventare migliori. 
Che i momenti di crisi ci facciano crescere e diventare migliori non è solo una frase fatta, un modo di dire scontato, o una forma di consolazione per chi sta male. È una realtà. Ma non vale per tutti.
Perché non è l’esperienza quello che conta, ma come usiamo e metabolizziamo l’esperienza. 
Conosco persone che sanno trarre insegnamenti da tutte le loro esperienze, belle e brutte. Conosco invece persone che non riescono a trarre alcunché, rimangono semplicemente bloccati.
Luisa (ma non è questo il suo nome) ha avuto un’infanzia difficile dal punto di vista affettivo. I genitori desideravano sopra ogni cosa la sicurezza economica, per se stessi e per le loro figlie, al punto da giudicare gli altri in base all’unico parametro del successo economico che sapevano raggiungere. Luisa ha sofferto, e non è mai andata oltre la sua sofferenza. Non ha mai metabolizzato l’esperienza. A distanza di decine di anni ripete, ancora e sempre, le stesse frasi, si ammanta della stessa immutabile sofferenza. Lamenta la sua solitudine, e non si accorge di essere lei stessa a tenere lontane le persone, con diversi meccanismi ormai consolidati e immutabili.
Giorgia ha avuto difficoltà familiari, serie. Lei e la sua famiglia hanno avuto anni difficili. Ha reagito raccontandosi di essere più forte di chiunque e di qualunque cosa. Non ammette, per se stessa, dolore o debolezze. Ha girato le spalle drasticamente alle difficoltà, fingendo di non vederle e di poterle sconfiggere facilmente, a occhi chiusi. Oggi, a distanza di anni, pretende di gestire la vita di tutti gli amici, impartendo consigli non richiesti, dando ordini, rifiutando qualunque debolezza, sua e degli altri. 
Andrea dichiara di non aver mai sofferto, eppure tutti sappiamo di problemi che ha dovuto affrontare sia a livello personale che familiare. Ha operato una drastica, e molto abile, rimozione della sofferenza, al punto da non saper neanche più riconoscere la felicità come contrasto al dolore. 
Modalità di reazioni diverse, meccanismi diversi, che sono però accumunati dalla non gestione dell’esperienza difficile, che non è stata metabolizzata come apprendimento e risorsa, ma vissuta solo come negatività da cui rimanere invischiati.]]></description>
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			<title>Consigli pratici Esagramma 6. SUNG - La lite</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/consigli_pratici_esagramma_6_sung_la_lite_3295098.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Consigli pratici Esagramma 6. SUNG - La lite</strong><br />Non basta conoscere gli esagrammi e il loro significato: serve accoglienza, connessione interiore, e piena disponibilità mentale. Tutto questo è ancora più complesso se consultiamo il Libro dei mutamenti per altre persone.
Ecco il perché di questo video, e di altri che seguiranno: offrire qualche suggerimento pratico dettato da lunga esperienza.
Oggi ti racconto l’esagramma 6, la lite, un esagramma estremamente utile quando appare come responso.]]></description>
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			<title>Consigli pratici Esagramma 26 TA CCIU â&amp;euro;&amp;ldquo; La forza domatrice grande</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/consigli_pratici_esagramma_26_ta_cciu_la_forza_domatrice_grande_3295358.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Consigli pratici Esagramma 26 TA CCIU – La forza domatrice grande</strong><br />Non basta conoscere gli esagrammi e il loro significato: serve accoglienza, connessione interiore, e piena disponibilità mentale. Tutto questo è ancora più complesso se consultiamo il Libro dei mutamenti per altre persone.
Ecco il perché di questo video, e di altri che seguiranno: offrire qualche suggerimento pratico dettato da lunga esperienza. 
Oggi ti parlo dell’esagramma 26: piccole informazioni, su cui torneremo perché La forza domatrice grande è uno degli esagrammi dell’anno che sta per iniziare]]></description>
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			<title>Che domande fareste?</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/che_domande_fareste_799107.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Che domande fareste?</strong><br />Spesso quando riusciamo ad identificare la miglior domanda per il problema che ci assilla diventa molto più semplice trovare le risposte, e anche leggere correttamente la risposta che abbiamo ottenuto. 
Ipotizziamo alcune situazioni – tipo e vediamo da quali domande conviene cominciare.
Incontrando un potenziale nuovo amore, o anche iniziando una storia d’amore, secondo me la domanda migliore è 

Che tipo di relazione possiamo avere?

La risposta vi dirà, in un colpo solo, se c’è davvero una storia e se ne vale la pena. Sono infatti ancora tante le relazioni che, pur durando nel tempo, rendono profondamente infelici!
Se la relazione c’è, e magari dura da tempo, ma il partner è latitante, o vi ha lasciato, io credo che la domanda migliore sia sempre 

Cosa posso fare per …? o Come devo comportarmi per …?

Questo tipo di domanda, oltre a fornirvi le risposte che cercate, vi induce a gestire la vita in maniera proattiva. E già questo genera benessere e migliora la qualità di vita.
Se vi si presentano prospettive di lavoro, o di affari in genere, è sempre opportuno chiedere con quali persone si ha a che fare. L’I Ching vi dirà se potete fidarvi e se gli affari andranno a buon fine. 
Più contorta, ma sempre efficace, è la domanda su cosa fare per ottenere un posto di lavoro, o quello specifico posto di lavoro. Affermo che è più contorta perché talvolta potreste scoprire che non siete capaci, o non volete, fare quanto vi viene suggerito.
Qualunque sia il problema, la domanda sempre utile è 


Chi sono io in questo momento per quel particolare aspetto della mia vita (amore, lavoro, famiglia, denaro, salute, …)


 
Provate!]]></description>
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		<item>
			<title>Un esempio personale e speciale</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/un_esempio_personale_e_speciale_2369164.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Un esempio personale e speciale</strong><br />Ora che sono giunta alla conclusione del libro, ho anche chiesto all’I Ching la sua opinione in merito. La domanda era se il libro va bene, e l’intenzione contenuta nella domanda è se ci sono nel testo cose che non vanno, ma anche se il libro avrà successo.
Il responso è interessante:
L’esagramma 44 non è positivo, ma la linea mobile al quinto posto è decisamente favorevole. L’indicazione è che vengono manifestate competenze e capacità nel lavoro, e ho interpretato come risposta che il libro è tutto sommato fatto abbastanza bene. L’invito è di insegnare senza indottrinare, e spero che questo testo trasmetta il mio desiderio di condividere più ancora che di insegnare. La linea suggerisce poi un intenso lavoro su se stessi, e vi assicuro che in questi mesi tra counsellor, psicologo, meditazione e riflessioni ho lavorato davvero tanto su me stessa.
La linea racconta anche di un dono, una benedizione, che piove dal cielo. Sono piuttosto titubante, ma devo ammettere che forse si tratta della stessa malattia che mi ha regalato il tempo per finire il libro e mi ha offerto tantissime manifestazioni di affetto da parte degli amici e dei miei familiari da riempirmi di gioia e aumentare la mia (scarsa) autostima.
L’esagramma di arrivo è il 50, il crogiolo: uno dei più belli di tutto il Libro dei Mutamenti. Simboleggia la trasformazione del piombo in oro. La mia interpretazione è che i mesi di stallo, malattia, sofferenza, siano il piombo che può essere, tramite accorta gestione dell’esperienza, trasformato in oro. L’esagramma significa nutrimento e, questo mi fa ben sperare persino per i risultati di vendita del libro.
Indica qualcosa di nuovo che dovrà essere curato attentamente e indica il lavoro di gruppo, facendomi pensare ad uno sviluppo di collaborazioni.
Infine la sentenza dichiara: “Il saggio comprende il suo destino e guida la sua vita in armonia col destino.” Dubito di potermi chiamare saggio, ma sicuramente la mia ambizione è quella di saper unire volontà e destino in sinergia tra loro.
Non potevo avere responso più bello.
Da Volontà e Destino – L’I Ching come mentore nella vita quotidiana – Carla Fiorentini - Risguardi edizioni 2016
E, forse, la domanda è se il responso è veritiero e il libro ha successo … ma solo il tempo può dirmelo!]]></description>
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		<item>
			<title>Lâ&amp;euro;™I Ching, come sempre, ha ragione</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/l_i_ching_come_sempre_ha_ragione_2305960.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>L’I Ching, come sempre, ha ragione</strong><br />La sensazione dominante, oggi, è quella di fare qualcosa di sbagliato, ma non riesco a comprendere cosa, o come potrei far meglio. Il problema è legato al lavoro che, dopo la lunghissima interruzione dovuta alla malattia, non funziona come vorrei. Dopo svariate riflessioni, ho deciso di chiedere all’I Ching e ho pensato di essere persino un po’ scorretta e brutale, chiedendo esattamente “Cosa sto sbagliando?”.
Non è la maniera migliore di formulare la domanda, ma se lui (Il Libro dei Mutamenti) mi vuole rispondere, trova sicuramente la via per farlo, anche se la mia domanda è imprecisa.
Pongo dunque la domanda, lancio le monete e ottengo la risposta. Certo che mi ha risposto e, anche se a malincuore, devo ammettere che ha ragione.
È uscito l’esagramma 3, La difficoltà iniziale, con il 9 al quinto posto come linea mobile, e l’esagramma del mutamento è il 24, Il ritorno.
L’esagramma 24 è positivo, significa ritorno alla luce, successo, destino favorevole. Significa anche che “il destino crea per noi”, nel senso che giunge ad un positivo compimento ciò che è stato fatto, che si realizza il lavoro compiuto, ed è un movimento naturale, che avviene senza sforzo proprio in quanto accade nel momento giuste seguendo le leggi della natura. Questo segno è correlato agli ultimi mesi dell’anno, novembre – dicembre, ed è interessante ricordare che anche il mio oroscopo mi segnala rinnovamenti positivi verso fine anno.
Tranquillizzata da questo responso, è ora indispensabile comprendere la vera risposta alla domanda Cosa sto sbagliando? che è contenuta nella linea mobile. In realtà dovrei guardare prima la linea mobile, ma mi piace sapere come andrà a finire.
Quell’esagramma 3, la difficoltà iniziale, è certamente rilevante, ma a questo punto capire bene il significato del nove al quinto posto diventa essenziale.
Ci sono diverse interpretazioni: certo, si tratta di sfumature, ma per capire bene cosa sbaglio devo trovare la sfumatura giusta.
Il testo di Wilhelm, che secondo me rimane il testo principale per l’interpretazione dell’I Ching, recita:
“Difficoltà nel benedire.
Piccola perseveranza reca salute,
Grande perseveranza reca sciagura.”
E spiega: “Ci si trova in una situazione nella quale non si ha alcuna possibilità di esprimere le proprie buone intenzioni in modo che davvero si concretizzino e vengano comprese. Altri si intromettono e svisano tutto ciò che facciamo. In tal caso occorre essere prudenti e procedere per gradi. Non bisogna voler ottenere nulla di grandioso con la forza, poiché una cosa simile riesce soltanto quando già si gode della fiducia generale. Solo in silenzio, lavorando con fedeltà e coscienza, si può agire gradualmente così che la situazione si schiarisca e l’impedimento cada.”
Altri testi danno interpretazioni leggermente diverse: qualcuno afferma che c’è solo la possibilità di piccoli guadagni, altri suggeriscono di dedicarsi alla cura dei dettagli. Ed è combinando le diverse interpretazioni che, finalmente, capisco cosa sbaglio.
Sicuramente ho fretta, e già qui c’è il primo errore. La difficoltà iniziale avverte che non si potranno avere risultati rapidi, anzi, a breve termine i progetti sembrano irrealizzabili. Il secondo errore è comprensibile considerando l’accento che l’I Ching pone sulle differenze tra le piccole cose e i grandi progetti.
Quando il grande progetto è delineato, è indispensabile dedicarsi a mettere a punto i particolari, dare valore alle piccole cose, curare i dettagli.
In conclusione, è inutile cercare risultati prima del tempo, e devo smettere di inventarmi grandi progetti e dedicarmi maggiormente alla cura dei particolari.
Che dire? Come sempre, il Libro dei mutamenti ha perfettamente ragione!]]></description>
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			<title>Voglio trovare un metodo di lavoro</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/voglio_trovare_un_metodo_di_lavoro_554160.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Voglio trovare un metodo di lavoro</strong><br />Più o meno è cominciato così il percorso di coaching.
Lucia (ovviamente non è questo il suo nome) è una persona molto competente, molto stimata.
Quando sa di sapere è anche decisa, volitiva, e non si lascia mettere i piedi in testa, ma sa anche essere modesta, disponibile.
Giovane, matura per la sua età, può essere considerata un’impiegata modello o, come si dice oggi, uno young talent. Mi arriva al coaching per sviluppare maggiormente le sue capacità, peraltro ampiamente riconosciute dai suoi capi e dai suoi colleghi.
Ed esordisce proponendomi l’obiettivo di trovare un metodo di lavoro.
Da quel poco che la conoscevo, e da quello che mi avevano detto di lei in azienda, mi sembrava un obiettivo assolutamente pleonastico: se lei doveva trovare un metodo di lavoro che dire allora di tanti altri?
Però come obiettivo ha senso, bastava formularlo in maniera adeguata. E poi un coach entra in merito al metodo, al processo, ma non può dire che rifiuta un obiettivo sensato perché sembra pleonastico.
Così già alla seconda sessione di coaching l’obiettivo era stato ben formulato, e Lucia aveva proposto una strategia razionale.
Le ho quindi dato come compito di perseguire l’obiettivo usando la sua strategia e chiedendole di portarne avanti, in parallelo, una alternativa.
Lucia proponeva di fare, come primo passo, un’accurata indagine di tutto ciò che non funzionava nel suo metodo di lavoro. Io l’ho obbligata a cercare con altrettanto accanimento tutto ciò che funziona.
Il risultato?
Al terzo incontro Lucia era pienamente consapevole di avere metodi di lavoro efficaci, passibili di ottimizzazione, ma funzionanti. Ed aveva anche capito di avere la rara dote di essere flessibile nei suoi comportamenti, sapendo scegliere il metodo di lavoro in funzione delle situazioni.
E così abbiamo cominciato a lavorare su obiettivi ben diversi.
In questo caso la scelta di assecondare un obiettivo che in realtà era già stato raggiunto è stata efficace per superare un problema di autostima.]]></description>
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		<item>
			<title>Quello che è giusto</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/quello_che_e_giusto_554176.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Quello che è giusto</strong><br />Recentemente ho fatto coaching ad una ragazza che chiameremo Lidia. 
Lidia di definisce una persona fortunata: un buon lavoro, un matrimonio felice, buoni rapporti con la famiglia d’origine. Lidia è anche ambiziosa, vuole crescere professionalmente, come carriera e come professionalità, ed è qui che si sente bloccata. Non dall’azienda per cui lavora, anzi, il suo capo la incentiva e la sprona, ma da se stessa.
Il motivo? Non lo so: nel coaching il contenuto è relativamente importante, i blocchi o i problemi personali non vengono affrontati se non è strettamente necessario e, personalmente, se vedo o intravvedo un problema psicologico serio consiglio l’intervento di un esperto e accetto di parlarne solo come amica, non come coach.
Ciò che volevo scoprire, parlando con Lidia, come fase propedeutica alla fissazione degli obiettivi, era l’eventuale esistenza di uno specifico comportamento o meccanismo che la blocca.
Ed è stato abbastanza facile.
Ad ogni frase, domanda, confidenza, Lidia aggiungeva, tramite diverse modalità di comunicazione, la domanda “è sbagliato? È giusto o sbagliato? Magari sbaglio, …”
Ed ecco il blocco!
La contrapposizione “giusto – sbagliato” implica ed esprime il desiderio di approvazione, di attenersi a regole fisse e precostituite, dettate da altri.
In termini di PNL si direbbe che chi usa spesso la contrapposizione giusto – sbagliato è bloccato al livello dei comportamenti.
Pensare in chiave di giusto – sbagliato rende difficile, per non dire impossibile, accedere a soluzioni creative, avere leadership, proporre idee nuove.
E si rischiano anche errori! Perché il comportamento giusto in un particolare frangente può essere sbagliato in un altro.
Se, invece, si entra nella logica di pensiero che contrappone il giusto all’ingiusto si pensa in termini di conseguenze, di risultati, di etica. 
In questo stato mentale è possibile cercare soluzioni a 360°, nuove, creative, e vagliarle poi, dopo averle pensate e studiate, per escludere quelle ingiuste, quelle che provocano danni o conseguenze negative. 
E per voi? Il contrario di giusto è ingiusto o sbagliato?]]></description>
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		<item>
			<title>Pensieri per vivere meglio</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/pensieri_per_vivere_meglio_554179.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Pensieri per vivere meglio</strong><br />Credo che, soprattutto, sia possibile migliorare la nostra vita con un semplice modo di pensare.
Forse qualcuno ricorderà una delle più famose frasi di John Kennedy: &quot;non chiederti cosa l’America può fare per te, ma chiediti cosa tu puoi fare per l’America”.
Provate ad applicare lo stesso concetto, lo stesso modo di pensare, alla vostra vita.
E invece di chiedervi cosa la vita può fare per voi, chiedetevi cosa potete fare per la vostra vita.
Basta questo cambiamento al modo di pensare per produrre risultati sbalorditivi. 
Attenzione, non sto dicendo che da un giorno all’altro tutti si diventa ricchi, potenti, felici. 
Sto solo dicendo che vivere in maniera costruttiva e proattiva rende sostanzialmente più sereni. 
E men che meno sto dicendo che improvvisamente bisogna mettersi affannosamente a correre come farfalle impazzite che, entrate in casa per caso, cercano di uscire sbattendo da tutte le parti. 
Sto dicendo, per rimanere alla farfalla, che è opportuno scegliere se uscire o no, e una volta scelto bisogna identificare la finestra, e poi uscire. 
Quindi, non chiedete se lui tornerà, ma chiedete cosa potete fare per farlo tornare.]]></description>
			<guid isPermaLink="false">http://www.www.chingecoaching.it/1/pensieri_per_vivere_meglio_554179.html</guid>		</item>
		<item>
			<title>Consigli pratici Esagramma 63. KI TSI â&amp;euro;&amp;ldquo; Dopo il compimento</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/consigli_pratici_esagramma_63_ki_tsi_dopo_il_compimento_3296460.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Consigli pratici Esagramma 63. KI TSI – Dopo il compimento</strong><br />Una delle fasi più complesse della lettura dell’I Ching è quella di trovare la correlazione tra il responso e la domanda fatta. Non basta conoscere gli esagrammi e il loro significato: serve accoglienza, connessione interiore, e piena disponibilità mentale. Tutto questo è ancora più complesso se consultiamo il Libro dei mutamenti per altre persone.
Ecco il perché di questo video, e di altri che seguiranno: offrire qualche suggerimento pratico dettato da lunga esperienza.]]></description>
			<guid isPermaLink="false">http://www.www.chingecoaching.it/1/consigli_pratici_esagramma_63_ki_tsi_dopo_il_compimento_3296460.html</guid>		</item>
		<item>
			<title>Precetti, proverbi e modi di dire</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/precetti_proverbi_e_modi_di_dire_554199.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Precetti, proverbi e modi di dire</strong><br />Ogni cultura è piena di precetti, proverbi e modi di dire, e spesso li usiamo dimenticando di esaminarne il significato più profondo.
Quante volte ci capita di pronunciare una “frase fatta”, un proverbio, un modo di dire consolidato, un precetto religioso.
Ma quante volte riflettiamo sul suo significato?
Ama il prossimo tuo come te stesso, dice il Vangelo.

In genere viene citato come invito alla generosità, alla comprensione e all’accoglienza degli altri. E certamente, come precetto religioso potrebbe voler dire solo questo. 
Ma il Vangelo, come quasi tutti i testi religiosi, contiene un’infinità di consigli e suggerimenti rivolti al benessere della persona, oltre che dell’intera comunità. 
Questo precetto potrebbe quindi essere letto anche in un altro modo: impara ad amare te stesso per poter realizzare l’armonia con il tuo prossimo.

Chi cerca trova.

È solo un banale proverbio rivolto ai disordinati e agli smemorati? Sarà perché sono disordinata, mi è stato citato spesso. 
Ma potrebbe anche avere un significato più profondo: quando sai cosa cercare, trovare diventa facile. 
Concentra quindi l’attenzione sul capire e decidere cosa cercare, perché poi trovare diventa facile e possibile.

Sbagliando si impara.

È solo quello che appare, cioè una frase consolatoria da pronunciare quando commettiamo errori? 
Potrebbe invece essere letto come invito alla consapevolezza per migliorare, o come suggerimento per fare esperienza, o, ancora, 
come la raccomandazione di vagliare ogni esperienza come modalità di apprendimento, evitando di ripetere pedissequamente comportamenti e abitudini?

Le parole hanno un potere, e le parole pronunciate per secoli, tramandate da generazioni, forse ne hanno uno ancora maggiore, che talvolta si disperde nelle pieghe del tempo.
Proviamo a recuperarlo.]]></description>
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			<title>Consigli pratici Esagramma 34. TA CIUANG â&amp;euro;&amp;ldquo; La potenza del grande</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Consigli pratici Esagramma 34. TA CIUANG – La potenza del grande</strong><br />Una delle fasi più complesse della lettura dell’I Ching è quella di trovare la correlazione tra il responso e la domanda fatta. Non basta conoscere gli esagrammi e il loro significato: serve accoglienza, connessione interiore, e piena disponibilità mentale. Tutto questo è ancora più complesso se consultiamo il Libro dei mutamenti per altre persone.
Ecco il perché di questo video, e di altri che seguiranno: offrire qualche suggerimento pratico dettato da lunga esperienza.]]></description>
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			<title>Scoprire il mondo</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/scoprire_il_mondo_554210.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Scoprire il mondo</strong><br />Parto da questa frase di Marcel Proust per citare alcuni esempi pratici di come “avere occhi nuovi” faccia davvero la differenza. 
Ovviamente i nomi sono inventati.
Elisa è sempre di corsa, sempre all’ultimo momento, anche quando non sarebbe necessario. La sua esperienza, e la sua fiducia in se stessa, la rassicurano: “sono sempre in grado di rispettare i tempi”, di dice con orgoglio. 
Le credo, e so che è vero, ma le chiedo di esaminare questa abitudine consolidata con occhi nuovi, identificando almeno tre aspetti positivi e tre aspetti negativi legati a questo suo modo di operare. 
Trovare gli aspetti positivi è facile, e la sua convinzione che questa sia la strada migliore si rafforza. La capisco, di questi tempi le persone che rispettano comunque e sempre le scadenze sono davvero rare, e il suo è un bel punto di forza, ma insisto lo stesso. 
E, dopo un po’, con fatica, mi dice:

“la mia è pigrizia, o almeno può essere vista come pigrizia dai miei capi. Arrivo sempre in tempo, ma non faccio mai niente di più di quello che mi è stato chiesto”

E poi, ancora

Se faccio le cose all’ultimo momento le faccio sempre nello stesso modo, consolidato, sicuro. Non sperimento mai nulla. Non uso la mia creatività”

Sembra che si siano aperte le cataratte delle critiche. Adesso vede, improvvisamente, tutti i limiti della sua abitudine consolidata. E apre la strada alla fantasia.
Così Elisa ha ora due opportunità di cui è pienamente consapevole: fare le cose all’ultimo momento per rispettare le scadenze, mantenendo la fiducia in se stessa, sapendo di poter usare quella strada quando è necessario, e anticipare, sperimentare, cercare nuove strade quando ne ha l’opportunità]]></description>
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			<title>Domande e Risposte</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/domande_e_risposte_554212.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Domande e Risposte</strong><br />Pensiamo sempre che fare domande sia facile, mentre la parte difficile arriva nel cercare le risposte. 
Eppure, se riflettiamo attentamente, la vita dimostra che non è proprio così. Quando, per un’attenta ricerca o per un caso fortunato, riusciamo a fare la domanda giusta, la risposta arriva.
Ci sono molte frasi “celebri” che segnalano questo aspetto: io ne ho scelta una, ma avrei potuto citarne altre, tra cui una pronunciata da Gesù: chiedete e vi sarà dato. 
Certo, nel Vangelo questa frase ha anche un significato religioso, di affidarsi a Dio, ma quasi sempre le frasi del Vangelo contengono anche consigli utili, pratici, per vivere una buona vita, e non solo per assicurarsi il Paradiso.
Nel coaching la ricerca dell’obiettivo da perseguire è spesso il passaggio più complesso, più difficile. E identificare l’obiettivo significa decidere quale “domanda” porre per migliorare la propria vita.
Anche nella lettura dell’I Ching è importante saper porre la domanda o, meglio, decidere cosa vogliamo realmente sapere. 
Nella vita, quando cominciamo a porci davvero delle domande, costruttive, troviamo abbastanza facilmente le risposte. Poi le chiamiamo “coincidenze”, ma è il nostro stato d’animo che le ha sapute identificare, persino provocare. 
E allora, sotto con le domande!]]></description>
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			<title>Consigli pratici Esagramma 2 Kkunn - Il ricettivo</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/consigli_pratici_esagramma_2_kkunn_il_ricettivo_3294952.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Consigli pratici Esagramma 2 Kkunn - Il ricettivo</strong><br />Una delle fasi più complesse della lettura dell’I Ching è quella di trovare la correlazione tra il responso e la domanda fatta. Non basta conoscere gli esagrammi e il loro significato: serve accoglienza, connessione interiore, e piena disponibilità mentale. Tutto questo è ancora più complesso se consultiamo il Libro dei mutamenti per altre persone.
Ecco il perché di questo video, e di altri che seguiranno: offrire qualche suggerimento pratico dettato da lunga esperienza.
 ]]></description>
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			<title>Consigli pratici Esagramma 64. UE TSI â&amp;euro;&amp;ldquo; Prima del compimento</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/consigli_pratici_esagramma_64_ue_tsi_prima_del_compimento_3294963.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Consigli pratici Esagramma 64. UE TSI – Prima del compimento</strong><br />Una delle fasi più complesse della lettura dell’I Ching è quella di trovare la correlazione tra il responso e la domanda fatta. Non basta conoscere gli esagrammi e il loro significato: serve accoglienza, connessione interiore, e piena disponibilità mentale. Tutto questo è ancora più complesso se consultiamo il Libro dei mutamenti per altre persone.
Ecco il perché di questo video, e di altri che seguiranno: offrire qualche suggerimento pratico dettato da lunga esperienza.
Oggi racconto dell’esagramma 64, l’ultimo esagramma del Libro dei mutamenti. Abbastanza facile da comprendere, ma difficile da realizzare, è un esagramma molto significativo ogni volta che esce come responso.]]></description>
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			<title>Consigli pratici Esagramma 8. PI - La solidarietà</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/consigli_pratici_esagramma_8_pi_la_solidarieta_3294964.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Consigli pratici Esagramma 8. PI - La solidarietà</strong><br />Una delle fasi più complesse della lettura dell’I Ching è quella di trovare la correlazione tra il responso e la domanda fatta. Non basta conoscere gli esagrammi e il loro significato: serve accoglienza, connessione interiore, e piena disponibilità mentale. Tutto questo è ancora più complesso se consultiamo il Libro dei mutamenti per altre persone.
Ecco il perché di questo video, e di altri che seguiranno: offrire qualche suggerimento pratico dettato da lunga esperienza.
Oggi ti parlo dell’esagramma 8. È uno dei più affascinanti, con alcune peculiarità. È anche uno degli esagrammi dell’anno in corso: 2024. Sommando le cifre si ottiene il numero 8.
E il messaggio che l’esagramma dava per l’anno è stato pienamente realizzato: il consiglio, o, meglio, la raccomandazione, è che chiunque desideri posizioni di potere e di guida degli altri si interroghi per capire se ha davvero le qualità necessarie e, in mancanza di queste, rinunci. Che dite? A me viene in mente Biden!]]></description>
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			<title>La strategia dellâ&amp;euro;™orso</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/la_strategia_dell_orso_1638928.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>La strategia dell’orso</strong><br />Questo piacevolissimo e utilissimo libro è uno dei migliori esempi pratici sull’uso delle favole.
Lothar Seiwert è il più noto esperto internazionale di time management, e si è incontrato e scontrato infinite volte con persone che hanno evidenti problemi di gestione del tempo.
Si può ragionare, spiegare, mettere a disposizione schemi o programmi, agende computerizzate, ma quando ci sono convinzioni, abitudini consolidate, modi di pensare radicati, nessun ragionamento o strumento sembra essere sufficiente. Ed ecco che arriva una favola, e il linguaggio metaforico, a scalzare le consuetudini.

Siete troppo seri e responsabili e vi trovate sulle spalle i problemi di tutti?
Lavorate sempre e finite per riuscire solo a lavorare, senza mai potervi dedicare ad altro?
Siete ambiziosi, volete essere sempre i migliori, e finite per perdere di vista ciò che davvero è importante nella vostra vita?
Siete sempre frenetici, oberati di lavoro, con troppi impegni da portare avanti contemporaneamente?
Siete dispersivi? Fate un po’ di questo e un po’ di quello e vi sembra di non concludere mai nulla?

La relazione tra tempo e impegni, tempo e lavoro, tempo e vita privata, è uno dei grandi problemi della nostra epoca.  Il tempo sembra non bastare mai!
Se vi riconoscete in uno qualunque dei comportamenti indicati, il Grande orso bianco, attraverso la penna di Lothar Seiwert, ha qualche consiglio utile da offrirvi.
Un favola antropomorfica che, in maniera volutamente trasparente, non solo aiuta a riflettere, ma offre consigli pratici che possono essere applicati immediatamente.
Lothar Seiwert è riuscito a raccogliere il frutto della sua esperienza in un volume di circa 100 pagine, facile da leggere, ma difficile da dimenticare.]]></description>
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