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		<title>femminilita_in_cammino</title>
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			<title>Analisi dei dettagli â&amp;euro;&amp;ldquo; FemminilitÃ  in cammino</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/analisi_dei_dettagli_femminilita_in_cammino_2430330.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Analisi dei dettagli â€“ FemminilitÃ  in cammino</strong><br />Nel pensiero comune poco a poco, in maniera impercettibile, lâ€™analisi dei dettagli Ã¨ diventata lâ€™equivalente della capziositÃ . Viceversa la visione globale Ã¨ diventata sinonimo di â€œsaper pensare a grandi coseâ€, il concetto ha assunto unâ€™accezione estremamente positiva.
Forse Ã¨ il momento di â€œdare a Cesare quel che Ã¨ di Cesareâ€, di riflettere sullâ€™importanza dei dettagli, e sul reale significato dei due valori.
Il pensiero sistemico indica la strada di â€œguardare lâ€™albero e la forestaâ€, di essere consapevole delle connessioni tra ogni singolo albero e la totalitÃ  della foresta. GiÃ  questo credo che sia sufficiente per comprendere che lâ€™energia femminile del dettaglio deve necessariamente convivere con lâ€™energia maschile della visione globale. Certo, dirÃ  qualche scettico abituale, mi appello al pensiero sistemico esclusivamente perchÃ© oggi Ã¨ di moda. Nulla di piÃ¹ falso! Se Ã¨ vero che la terminologia di â€œpensiero sistemicoâ€ Ã¨ abbastanza recente, e sta vivendo il suo massimo splendore grazie al fatto che Ã¨ stato identificato come centrale per lâ€™umanitÃ  da diverse fonti, tra cui i maggiori guru del business, Ã¨ anche vero che i concetti del pensiero sistemico fanno parte dei fondamenti piÃ¹ antichi dellâ€™umanitÃ , infatti si trovano spiegati nella Kabbalah ebraica: un libro che ha piÃ¹ di quattromila anni!
Avere una visione globale Ã¨ importante, farsi un quadro della situazione Ã¨ spesso impegnativo, non sempre facile. Ãˆ ovvio, credo, che il valore maschile della visione globale sia qualcosa da perseguire. Ricordiamo, perÃ², che la visione globale non presuppone automaticamente nÃ© la visione prospettica nÃ© la visione a lungo termine: concettualmente Ã¨ una fotografia della situazione. NÃ© piÃ¹, nÃ© meno.
I dettagli, i particolari, sono altrettanto importanti, secondo me. Ma â€¦ a cosa servono?
Solo guardando i dettagli posso vedere quelle analogie e differenze tra qualcosa di simile. E questo Ã¨ fondamentale. Fondamentale per andare oltre le apparenze, per fare scelte ponderate, per comprendere approfonditamente. 
Se mi fermo al quadro globale la religione cattolica e quella ebraica, o musulmana, sono estremamente diverse. Se conosco e approfondisco i dettagli posso trovare molti elementi diversi, ma anche molti elementi simili, e scegliere se chiamare fratello una persona di religione diversa grazie alle analogie tra i principi etici o considerarlo nemico in virtÃ¹ delle differenze. Diventa una scelta, e per scegliere conoscendo i dettagli bisogna accettare consapevolezza e responsabilitÃ , mentre se valuto solo in base alla visione globale posso farmi guidare da pregiudizi â€¦ 
Basta questo, secondo me, per rivalutare lâ€™importanza dei particolari, ma ne riparleremo in seguito.]]></description>
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			<title>Pazienza</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/pazienza_2430331.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Pazienza</strong><br />PiÃ¹ che unâ€™energia femminile, da abbinare e contrapporre ad unâ€™energia maschile, la pazienza Ã¨ da secoli indicata come una virtÃ¹ femminile. Certo Ã¨ strettamente correlata ad altri valori che abbiamo esaminato, o di cui parleremo: la pazienza riguarda lâ€™interioritÃ ,Â  lâ€™ascolto, le piccole cose, â€¦ 
Ma la pazienza Ã¨ anche correlabile con lâ€™accoglienza e lâ€™innovazione: ci vuole pazienza per attendere nove mesi, e ci vuole profonda capacitÃ  di innovazione per costruire dentro di sÃ© una nuova vita. 
Mai come di questi tempi la pazienza Ã¨ stata bistrattata, allontanata dalle nostre vite.
Non abbiamo neanche piÃ¹ la pazienza di attendere un nuovo raccolto, e la stagione giusta, per gustare il nostro cibo preferito: meglio acquistare ciliegie provenienti dal Cile!
Si apprende â€œon the jobâ€, si mettono a punto le novitÃ  dopo averle lanciate sul mercato e averle immesse in commercio, si desidera tutto e subito, perchÃ© se aspetti ciÃ² che hai desiderato Ã¨ diventato obsoleto, sorpassato da altre novitÃ . Inutile coltivare i desideri: cogli lâ€™attimo!
Ãˆ cambiato il mondo, e lo stile di vita. Ãˆ dunque giunto il momento di eliminare la pazienza?
Io credo di no. Credo che la pazienza sia ancora indispensabile per costruire, credo che esista ancora quel tempo di elaborazione e maturazione delle idee, delle persone, degli eventi che richiede pazienza. E credo che la pazienza sia un elemento essenziale della tolleranza, e dellâ€™amore. 
Purtroppo il sentire comune confonde la pazienza con â€œil non far nullaâ€, e questo sÃ¬ che nasce da una visione maschilista del mondo â€¦ quando gli uomini partivano in battaglia per la conquista e le donne a casa, in paziente attesa. Paziente: sÃ¬, ma non certo inattiva. Chi governava le terre, curava i raccolti, mandava avanti i castelli, cresceva i figli? 
Diamo spazio ad una pazienza attiva e costruttiva, e usiamola per crearci un mondo in cui sia bello vivere!]]></description>
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			<title>Divinazione</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/divinazione_2430332.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Divinazione</strong><br />Il compito della divinazione Ã¨ sempre stato duplice: 

la conoscenza del futuro finalizzata a prevenire pericoli, o almeno a conoscerli per affrontarli nel modo migliore
la conoscenza della volontÃ  degli spiriti (del cielo, degli dei)Â  per prendere decisioni importanti

In entrambe i casi la divinazione aveva come fine la sopravvivenza del gruppo, il bene della tribÃ¹. Non era affidata in maniera casuale a qualcuno: nellâ€™antichitÃ  lo sciamano era un individuo riconosciuto come chiamato o predestinato a fare da ponte tra presente e futuro, tra Cielo e terra, tra il Mondo degli spiriti e il mondo degli uomini. E non di rado era una persona dal sesso indefinibile poichÃ© doveva racchiudere in sÃ© valori ed energie sia maschili che femminili.
Il passato ci ha trasmesso storie di individui che, volendo contrastare il destino, sono andati incontro a tragedie terribili, come Edipo o Paride, passandoci il messaggio che il destino sia ineluttabile: Edipo ha effettivamente sposato sua madre e Paride + realmente stato la torcia che ha incendiato e distrutto Troia. Non sappiamo cosa sarebbe accaduto se Edipo e Paride fossero stati uccisi, come era stato deciso per evitare le tragedie, o se fossero stati allevati e amati dalle loro madri e famiglieÂ  sfidando il destino. Ovvio che non possiamo saperlo. Eppure i miti esistono per istruire gli uomini. La lezione che abbiamo tratto da questi miti Ã¨ che sia impossibile sfuggire il destino., e la volontÃ  umana non puÃ² nulla contro la volontÃ  divina. 
Câ€™Ã¨ unâ€™altra chiave di lettura, ed Ã¨ quella delle scelte. Di fronte allâ€™oracolo i genitori di Edipo avrebbero potuto fare altre scelte, e cosÃ¬ per Paride. 
CiÃ² che lâ€™oracolo aveva predetto non si sarebbe potuto realmente compiere senza il contributo delle scelte umane, che in questi casi si sono rivelate fallimentari. 
Certo, la storia non si fa con i â€œseâ€ (di buoni propositi son lastricate le vie dellâ€™Inferno), ma la vera lezione da imparare non Ã¨ quella dellâ€™impossibilitÃ  di sfuggire il destino. La conoscenza del destino, lâ€™interrogazione degli oracoli, porta sempre a delle scelte umane. Non câ€™Ã¨ dicotomia tra volontÃ  e destino, ma solo unione.Â Â ]]></description>
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			<title>Donne in viaggio</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/donne_in_viaggio_2429867.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Donne in viaggio</strong><br />Riflessioni su Donne in viaggioÂ invece di farci carico dei problemi del mondo, cominciamo a risolverli 
Faremo un viaggio dalla creazione del mondo ad oggi. Un viaggio nella storia, nella storia della donna e nellâ€™evoluzione del femminile e del maschile, per arrivare e scoprire cosa, concretamente, possiamo fare da subito per risolvere i problemi del mondo (e i nostri). 
Ma prima di iniziare vi devo un avvertimento importante:Â i temi che tratto sono stati studiati da discipline molto serie:Archeologia, Storia, Sociologia, Teologia, Biologia, Neurologia, Fisiologia umana, Comunicazione, PNL, Psicologia, â€¦
Io ho solo collegato in un discorso logico, e per me credibile, quanto ho imparato. Vi racconto dunque ciÃ² in cui io credo, ma non vi racconto VeritÃ 
Si parte
E lâ€™inizio non puÃ² essere altro che: Câ€™era una volta ... 
La Bibbia ci racconta la creazione partendo da Adamo ed Eva, ma esiste unâ€™altra storia.
La Kabbalah, un antichissimo testo ebraico sacro secondo alcuni, e blasfemo secondo altri, raccontaÂ che 
Prima di ogni altra cosa, prima che il tempo ebbe inizio, esisteva unâ€™Energia infinita, che si estendeva senza limiti, riempiendo lâ€™eternitÃ .  Questa energia aveva unâ€™unica volontÃ : donare e condividere. Ma come si puÃ² donare e condividere se si Ã¨ soli? Per appagare la sua natura generosa, lâ€™Energia creÃ² un ricevente. Il ricevente era composto da due parti, totalmente unite tra loro: polo femminile e polo maschile
Ma al ricevente mancava la possibilitÃ  di conquistare e meritare il proprio appagamento â€¦
Si separÃ² quindi dallâ€™Energia in unâ€™esplosione, e si divise in due parti separateÂ â€¦
Che possiamo anche chiamare Adamo ed Eva â€¦
Molto simile a quanto oggi gli scienziati spiegano nella teoria del Big Bang!
Anche nella mitologia greca câ€™Ã¨ un racconto simile
Esiodo Â racconta che
Dal caos primordiale emersero due esseri: Urano (il cielo) e Gea, (la terra). Il mondo era quindi costituito da Urano e Gea che, pur essendo due entitÃ  diverse, non erano separate.  Tra loro non câ€™era alcuno spazio, tanto che i figli da loro generati non potevano nascere. Lâ€™ultimo figlio generato, ma non nato, fu istigato da Gea, che si sentiva soffocare dallâ€™abbraccio perpetuo, ed evirÃ² Urano, creando cosÃ¬ spazio tra cielo e terra. Il suo nome era Crono (tempo). Dalla separazione tra cielo e terra, tra uomo e donna, poterono cosÃ¬ generarsi il tempo e lo spazio, e poi tutti gli dei e gli umani
Platone Â racconta poi che allâ€™origine del mondo gli esseri umani erano formati da due degli umani attuali. Questo essere poteva avvalersi sia delle capacitÃ  maschili che femminili â€¦ La sua potenza divenne superbia, e venne diviso in due 
Quindi, riassumendo â€¦Â 
CiÃ² che viene direttamente da Dio, il vero inizio di ogni cosa, non Ã¨ quindi la separazione tra maschile e femminile, ma la sua unione
Anche la storia raccontata daiÂ Â Tarocchi Ã¨ abbastanza simile
Lâ€™inizio, la carta numero 0 degli arcani maggiori, Ã¨ il matto: non Ã¨ uomo o donna, maschile o femminile, ma lâ€™unione di maschile e femminile in un senso di libertÃ . Questa unione crea il tempo e lo spazio, e rende tutto possibile: ciÃ² Ã¨ rappresentato dallâ€™arcano numero 1, Il Mago. Solo in seguito â€¦ Si generano le energie (i valori) femminili, in cui la spiritualitÃ  Ã¨ prevalente, e sono rappresentati dalla Papessa. Ma non mancano valori ed energie legate agli aspetti temporali (pratici), simboleggiati dallâ€™Imperatrice. Si generano poi le energie (i valori) maschili, in cui lâ€™aspetto temporale Ã¨ prevalente, ma non mancano valori ed energie legate agli aspetti spirituali, come evidenziato dallâ€™Imperatore seguito dal Papa.
Se poi vi interessa, sappiate che la storia dei tarocchi continua con una carte (gli Amanti) che rappresenta la necessitÃ  di una scelta ponderata e consapevole. E solo a questo punto segue la carta che rappresenta il successo (il carro)
Lâ€™inizio non Ã¨ nÃ© maschile, nÃ© femminile: questa divisione si genera solo in un secondo tempo 
E lâ€™uno non puÃ² esistere senza lâ€™altro 
ÃˆÂ lo stesso principio che viene rappresentato dal simbolo del Tao
Esistono quindi energie femminili ed energie maschili, anche in ciascuno di noi. Queste due energie non sono contrapposte, ma complementari. Tra le energie maschili possiamo citare:

Azione
RazionalitÃ 
Distacco
ProgettualitÃ 
Idealismo
VolontÃ 
Esclusione
Punizione 
Giustizia
Visione globale
Status quo 

E traÂ le energieÂ femminili

Introspezione
AffettivitÃ 
EmotivitÃ 
Intuizione
Empatia
CreativitÃ 
Inclusione
Perdono 
Comprensione
Analisi dei dettagli
Innovazione

Ma ciascuna energia, maschile o femminile, ha bisogno dellâ€™energia corrispettiva per non diventare unâ€™aberrazione. 

La punizione senza perdono diventa violenza, il perdono senza punizione lassismo.Â 
La giustizia senza comprensione Ã¨ violenza glaciale, ma la comprensione senza giustizia Ã¨ noncuranza.

E cosÃ¬ via.
Questi concetti trovano un qualche riscontro nella storia dellâ€™umanitÃ ?
Nella preistoria â€¦.Â 
Per la sopravvivenza della specie, la donna sviluppÃ² prevalentemente i valori e le energie femminili, e lâ€™uomo sviluppÃ² prevalentemente i valori e le energie maschili
In questa divisione dei compiti, qualcosa era escluso: 
il rapporto con Dio e la proattivitÃ  della tribÃ¹ erano affidati a â€œfigureâ€ nÃ© maschi nÃ© femmine, capaci di integrare perfettamente i valori e le energie maschili e femminili 
Spesso, infatti, gli sciamani erano di sesso imprecisato, o portatori di handicap, o persone che nei secoli del medioevo sono stati ritenuti â€œpazziâ€, come gli epilettici.
Questo tipo di figura di intermediario tra lâ€™uomo e Dio e responsabile del benessere spirituale della comunitÃ  nel mondo occidentale Ã¨ stata man mano sostituita da figure che esercitavano â€œpotereâ€ anche materiale (sacerdoti di Amon in Egitto, parte dei preti cattolici nel medio evo). Le ultime figure con queste caratteristiche, in ordine temporale, a sparire sono stati i druidi celtici
Ho citato la proattivitÃ . Un termine, oggi, molto di moda, che merita qualche approfondimento.
La proattivitÃ  puÃ² essere definita come â€œcapacitÃ  di anticipare futuri problemi, esigenze, cambiamentiâ€. Una persona proattiva Ã¨ quella che sa operare senza attendere che qualcosa accada e prende lâ€™iniziativa per realizzare ciÃ² che Ã¨ giusto e necessario. La proattivitÃ  Ã¨ la capacitÃ  di reagire agli eventi in modo consapevole e responsabile non lasciandosi condizionare da egoismi o da apparenti vantaggi effimeri.
Secondo me per il singolo individuo, la proattivitÃ  significa sostanzialmente esercitare il libero arbitrio.Â 
In sintesi quindi la singola persona puÃ² avere una prevalenza tra energie e valori femminili e maschili, persino uno squilibrio
Ma il rapporto con Dio e la societÃ  intera devono essere in equilibrio 
Possiamo cercare equilibrio e squilibrio anche nella storia dellâ€™umanitÃ  
Dal 10.000 a.C. la donna divenne la pioniera dellâ€˜agricoltura e cominciÃ² ad avere il dominio della societÃ . Si crearono dunque societÃ  matriarcali, dove pare che la donna potesse avere piÃ¹ mariti contemporaneamente, che fosse lei a guidare la tribÃ¹ e svolgere un ruolo religioso.  Anche la successione avveniva per linea femminile, â€¦
Era chiaramente un societÃ  sbilanciata â€¦ 
E una societÃ  non equilibrata non puÃ² durare per sempre!
Ben presto infatti (e non Ã¨ questa la sede per esaminare i motivi per cui ciÃ² avvenne) le societÃ  divennero a predominio maschile 
Le donne vennero sottomesse al potere dellâ€™uomo.
Uno dei momenti culmine fu durante il Medio Evo, quando Â il femminile venne perseguitato attraverso la caccia alle streghe. Il Potere si scagliÃ² non solo contro le donne, ma contro lâ€™intera energia femminile.
Ma lâ€™equilibrio Â maschile â€“ femminile, a livello globale della societÃ , venne mantenuto dallâ€™agricoltura. Infatti le societÃ  erano prevalentemente agricole, e il rapporto con la Terra attraverso lâ€™agricoltura preserva le energie femminili.
Tutto questo fino alla rivoluzione industriale 
Dalla rivoluzione industriale, la Terra, valore femminile per eccellenza, Ã¨ stata man mano posta sotto il dominio della tecnologia, valore prettamente maschile 
Parallelamente, dalla rivoluzione industriale la donna ha cercato di conquistare un maggior ruolo nella societÃ , talvolta rinnegando persino i suoi Â i valori femminili 
Oggi la nostra societÃ  Ã¨ povera di valori ed energie femminili

Troppa azione, poca introspezione si sono tradotti in iperattivitÃ , stress
Troppo idealismo, poca empatia sono diventati intolleranza, fanatismo
Troppi bisogni materiali, troppa tecnologia a scapito dei bisogni interiori, troppa concretezza a scapito della reale innovazione, â€¦
Câ€™Ã¨ penuria di immaginazione, compassione, partecipazione

Cosa possiamo fare?
Fin dal neolitico Ã¨ chiaro che il benessere dellâ€™individuo e della societÃ  poggia su tre elementi in armonia:

Valori ed energie maschili
Valori ed energie femminili
ProattivitÃ  e rapporto con Dio 

QuindiÂ qualcosa possiamo fare
Sviluppare i valori femminili, dare spazio alle energie femminili

Empatia, 
Introspezione, 
Intuizione, 
CreativitÃ , 
Comprensione, 
Innovazione, â€¦

Lo studio della Comunicazione sviluppa esattamente queste caratteristiche.
Ma non basta, non puÃ² bastare per riportare lâ€™armonia. Dobbiamo anche aumentare la nostra proattivitÃ .
Forse la migliore definizione ed esemplificazione del significato della proattivitÃ  a livello della societÃ  Ã¨ dato dalla famosa frase di Kennedy: 
â€œNon chiedere cosa puÃ² fare per te il tuo Paese, ma cosa puoi fare tu per il tuo Paeseâ€ 
Quindi, per aumentare la proattivitÃ , cominciamo a chiederci cosa possiamo fare noi per migliorare la nostra vita. E intendo l nostra vita in senso globale, come individui e come parte di una societÃ .
Vi faccio alcuni esempi. Nel coaching, allâ€™inizio, come lavoro preliminare, si fa compilare una lista dei desideri. E la maggior parte dei desideri sono espressi in questo modo:

essere sempre sereno anche in condizioni difficili
Avere tempo per studiareÂ â€¦ 
Poter realizzare viaggi interessantiÂ â€¦ 
avere tempo per i miei amici, figli, â€¦
Realizzarmi sia professionalmente che nella vita privata
Cercare di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo
stare bene, in salute
La salute dei miei cari
La felicitÃ  di mia sorella
La mia serenitÃ 
equilibrio lavoro/vita privata
benessere economico

Essere proattivi significa anche esprimere i propri desideri in maniera diversa. Ad esempio, nella lettura dei tarocchi molti (soprattutto le donne) chiedono:

TornerÃ ?Â Lâ€™atteggiamento proattivo Ã¨ chiedere: Cosa posso fare per farlo tornare? 

Invece di desiderare di â€œavere tempo per i miei amici, figli, â€¦â€, Ã¨ meglio chiedersi come Ricavare tempo per i miei amici, figli, â€¦
Invece di sperare di â€œessere sempre serenoâ€ sarebbe meglio proporsi di â€œCambiare le parti di me stesso che mi impediscono di essere sempre serenoâ€
Per concludere â€¦ 
Una delle frasi piÃ¹ significative che ho letto Ã¨ questa di Ortega y Gasset 
Quando insegni, insegna allo stesso tempo a dubitare di ciÃ² che insegni.Â 
PerchÃ© solo cosÃ¬ chi ascolta puÃ² rendere proprio quello che ha sentito.
Quindi non credete a ciÃ² che ho detto: indagate, verificate, scoprite la vostra veritÃ  
PerchÃ© se anche solo uno di voi, dubitando delle mie parole, scaverÃ  dentro di sÃ© e scoprirÃ  i suoi valori femminili
E darÃ  loro spazio
E potenzierÃ  la sua proattivitÃ  
Io avrÃ² raggiunto il mio scopo
Ci sono alcuni testi che sono stati particolarmente significativi per la stesura di questa relazione:

Jeremy Rifkin â€“ La civiltÃ  dellâ€™empatia â€“ Mondadori 2010
Giacomo Rizzolatti, Corrado Sinigallia â€“ So quel che fai â€“ Raffaello Cortina Editore 2009
Lamberto Maffei -Â La libertÃ  di essere diversi â€“ Edizioni Il Mulino 2011
Yehuda Berg â€“ Il potere della Kabbalah â€“ Edizioni Tea 2005
Primo Lorenzi â€“ Donne e Dee â€“ ed. Apes Italia srl 2010
Bhakti Tirtha Swami â€“ Leadership e spiritualitÃ  â€“ Edizioni Amrita 2000
Robert Dilts, Robert McDonald â€“ PNL per lo spirito â€“ NLP Italy 2006

E molti altri â€¦]]></description>
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		<item>
			<title>Femminile e maschile: parole che ingannano</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/femminile_e_maschile_parole_che_ingannano_2429873.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Femminile e maschile: parole che ingannano</strong><br />Se ragioniamo in termini di genetica o di biologia i termini â€œmaschileâ€ e â€œfemminileâ€ hanno significato, sono definibili. Ma lâ€™umanitÃ  ha usato, da secoli, gli stessi termini per definire valori o energie, e questo crea non poche complicazioni.
Ãˆ indubbio che esistano emozioni (nel senso piÃ¹ ampio del termine), caratteristiche, valori diversi tra loro, e spesso, almeno apparentemente, contrapposti. Ma dare a queste caratteristiche la definizione di maschile o femminile crea una serie di equivoci.
Certo, tutti sappiamo che in ciascuno di noi esistono energie maschili ed energie femminili, tutti conosciamo il simbolo del Tao riportato anche come immagine in questo articolo. 
Ma poi, nella realtÃ  dei fatti, quando si parla di sviluppare le energie femminili la maggior parte degli uomini si sente chiamata fuori, come se la loro virilitÃ  venisse attaccata. 
Facciamo quindi un poâ€™ di chiarezza. 

Le energie definite maschili sono quelle proiettate verso il mondo esterno: razionalitÃ , distacco, giustizia, punizione, azione, progettualitÃ , idealismo, volontÃ , â€¦
Â Le energie definite femminili sono quelle proiettate allâ€™interno dellâ€™individuo o della comunitÃ : introspezione,Â  affettivitÃ , emotivitÃ , intuizione, empatia, creativitÃ , inclusione, perdono, comprensione, analisi dei dettagli, innovazione, ..

Il benessere nasce dallâ€™equilibrio tra i due tipi di energie: 

troppa azione a scapito dellâ€™introspezione porta ad iperattivitÃ  eÂ  stress
troppo idealismo, senza lâ€™azione equilibrante dellâ€™empatia porta ad intolleranza, fanatismo
troppi bisogni materiali, troppa tecnologia a scapito dei bisogni interiori, 
troppa concretezza a scapito della reale innovazione, 

portano allo squilibrio che, nella societÃ  odierna, sono evidenti a tutti.
Non fatevi quindi ingannare dalla definizione di maschile e femminile: esaminate voi stessi, con chiarezza e consapevolezza, e scoprite da dove nascono i vostri malesseri: lo sviluppo delle energie complementari riuscirÃ  a portarvi quella serenitÃ  e benessere a cui tutti tendiamo.]]></description>
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		<item>
			<title>ProattivitÃ  - FemminilitÃ  in cammino</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/proattivita_femminilita_in_cammino_2429874.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>ProattivitÃ  - FemminilitÃ  in cammino</strong><br />ProattivitÃ  Ã¨ un termine che in questo periodo va molto di moda, e spesso Ã¨ usato a sproposito. Letteralmente significa â€œagire perâ€. Costituisce un modo di vivere e, secondo molte fonti di saggezza, Ã¨ il modo di vivere auspicabile. Ma attenzione, richiede impegno e cambiamento di molti dei nostri modelli mentali o abitudini inveterate. 
In ambito aziendale mi Ã¨ capitato di sentire questo tipo di suggerimenti: quando câ€™Ã¨ un problema, devi essere proattivo e risolverlo rapidamente. Ãˆ una frase assurda, perchÃ© fondamentalmente essere proattivi Ã¨ lâ€™esatto contrario dellâ€™essere reattivi. La rapida risoluzione di un problema, invece, Ã¨ principalmente un atto reattivo.
Essere proattivi significa costruire la propria vita, passo passo, giorno dopo giorno, ma non si tratta semplicemente di andare verso un obiettivo o realizzare desideri piÃ¹ o meno fantastici e auspicabili. 
La vita condotta con proattivitÃ  rappresenta un drastico cambiamento alle abitudini di vita di oggi. Siamo, infatti, abituati a reagire: ai problemi, alle emergenze, alle parole altrui (vere o presunte). La reazione Ã¨ un meccanismo utile, persino auspicabile, a volte, ma non puÃ² essere uno stile di vita, tranne che per coloro che desiderano davvero una vita fatta di stress costante. 
Al contrario, chi Ã¨ proattivo Ã¨ sempre rivolto vero la riflessione sulle conseguenze e sui presupposti: cosa comporta, cosa mi porta, perchÃ© quelle parole, â€¦ Indubbiamente câ€™Ã¨ maggiore riflessione. E per chi pensa che riflettere richieda una quantitÃ  di tempo che non abbiamo a disposizione ricordo che il pensiero Ã¨ decisamente piÃ¹ veloce della luce.
La reattivitÃ  Ã¨ prettamente istintuale, laddove la proattivitÃ  Ã¨ consapevole: la variabile non Ã¨ nel tempo, ma nellâ€™attitudine mentale. Certo, per essere proattivi Ã¨ necessario chiedersi costantemente â€œcosa voglioâ€ , avere dubbi â€¦ A volte essere proattivi Ã¨ scomodo perchÃ© implica il non reagire alle provocazioni, alle maleducazioni, alle parole offensive. Insomma, un porgere lâ€™altra guanciaâ€ che, nella pratica della proattivitÃ , significa accogliere, comprendere le motivazioni dellâ€™altro (e accoglienza e comprensione sono energie femminili). Non si tratta di chiedersi costantemente â€œdove ho sbagliatoâ€: lâ€™autoflagellazione non Ã¨ inclusa nella proattivitÃ , quanto piuttosto chiedersi se un nostro schema mentale o un nostro comportamento puÃ² essere letto in maniera diversa da ciÃ² che volevamo esprimere, e cercare un modo migliore per la volta successiva. 
Nella proattivitÃ  Ã¨ incluso anche il seguire il proprio destino, o meglio cercare il proprio compito e scopo. PerchÃ© quando creiamo un allineamento tra noi stessi e lâ€™universo intero tutto diventa piÃ¹ scorrevole: infatti alcuni identificano questo stato con â€œessere nel flussoâ€. 
Spero di avere, almeno parzialmente, arricchito la comprensione della proattivitÃ .
Se poi mi chiedete come sia â€œviverlaâ€ â€¦ posso solo dire che io ci provo perchÃ© credo che sia un bel modo di vivere. Riuscirci, Ã¨ unâ€™altra storia. Ma il viaggio Ã¨ spesso piÃ¹ divertente dellâ€™arrivo.]]></description>
			<guid isPermaLink="false">http://www.www.chingecoaching.it/1/proattivita_femminilita_in_cammino_2429874.html</guid>		</item>
		<item>
			<title>Introspezione - FemminilitÃ  in cammino</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/introspezione_femminilita_in_cammino_2429875.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Introspezione - FemminilitÃ  in cammino</strong><br />Concettualmente il femminile si prende cura dellâ€™interno, della casa, dellâ€™introspezione, laddove il maschile si occupa dellâ€™esterno, del mondo, dellâ€™azione. 
La definizione di introspezione, riportata nel dizionario, Ã¨: accurata analisi di se stessi, delle emozioni e delle motivazioni profonde dell&#039;agire. Tra i sinonimi sono citati: meditazione, riflessione, esame di coscienza. 
Ma vanno anche citati i confini dellâ€™introspezione, che non Ã¨ passivo ripiegamento in se stessi nÃ©, tantomeno, egocentrismo.
Ed Ã¨ proprio ricordando i confini che si puÃ² notare quanto questo valore femminile sia trascurato e dimenticato, anche dalle donne. 
PerchÃ© guardarsi dentro non vuol dire parlare di sÃ©, e solo di sÃ© (anzi: chi si guarda dentro lo fa in silenzio!). Raccontare minuziosamente cosa si Ã¨ fatto o detto allâ€™amica non Ã¨ introspezione, anche se puÃ² essere una piacevole chiacchierata. 
NÃ© possiamo definire un vero esame di coscienza quello che si chiude affermando â€œho fatto tutto giusto, sono gli altri che sbagliano. Io sono bella, buona, brava, simpatica e intelligente.â€
PerÃ² nemmeno le mastrurbazioni mentali sono introspezione, e neancheÂ Â  quelle situazioni in cui ci si sente totalmente sbagliati possono essere definite introspezione, ma solo umani momenti di sconforto. 
Ed ecco unâ€™altra dimostrazione che questa energie femminile Ã¨ piuttosto rara e poco coltivata. 
La ricerca del colpevole non fa parte dellâ€™introspezione, nÃ© se, alla fine della lettura, il colpevole Ã¨ il maggiordomo o scopriamo che siamo noi stessi. 
I momenti di introspezione sono quelli in cui cerchiamo il contatto con il nostro nucleo profondo, e usiamo le energie interiori a cui in questi momenti riusciamo ad accedere come spinta per azioni piÃ¹ consapevoli. CosÃ¬, ancora una volta, lâ€™energia femminile dellâ€™introspezione si unisce allâ€™energia maschile dellâ€™azione ricostruendo lâ€™unitÃ  dellâ€™essere. ]]></description>
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			<title>Ancora introspezione - FemminilitÃ  in cammino</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/ancora_introspezione_femminilita_in_cammino_2429876.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Ancora introspezione - FemminilitÃ  in cammino</strong><br />Il femminino, come abbiamo detto, si prende cura dellâ€™interno, e dellâ€™interioritÃ . Se esaminiamo questo valore nel senso piÃ¹ ampio possiamo concludere che Ã¨ sempre stato il piÃ¹ bistrattato e negletto dallâ€™umanitÃ  intera.
Molti testi sacri, infatti, accennano o affermano chiaramente che Dio Ã¨ da cercare allâ€™interno di ciascuno di noi. E questo a partire dalla stessa Bibbia che fa iniziare lâ€™umanitÃ  stessa nel momento preciso in cui Dio entra, insufflando il respiro, allâ€™interno del primo essere umano. Eppure abbiamo, da sempre, scelto di cercare Dio allâ€™esterno, magari affidandoci a idoli o a intermediari piÃ¹ o meno affidabili.
Abbiamo poi sempre cercato la felicitÃ  e lâ€™appagamento solo allâ€™esterno. E questa ricerca Ã¨ andata progressivamente ampliandosi e intensificandosi, fino a creare situazioni praticamente esplosive.
Negli ultimi decenni abbiamo sostituito totalmente il denaro, il potere e la tecnologia ai valori interiori. Personalmente non ho nulla da eccepire alla tecnologia. Ma ritengo debba essere considerata uno strumento. Non ho nulla neanche contro il denaro, ma anchâ€™esso Ã¨ uno strumento. E credo che il potere possa essere qualcosa attribuito da altri con finalitÃ  ben precise, come avviene in democrazia, o una funzione da esercitare, come il potere che si acquisisce in ambito aziendale â€¦ in ogni caso penso che il potere possa solo essere un compagno della responsabilitÃ  e della saggezza, altrimenti Ã¨ aberrazione.
Abbiamo continuato a definire strumenti che misurano la quantitÃ  di denaro, dimenticando che piÃ¹ denaro dovrebbe equivalere a piÃ¹ benessere. A che serve un PIL altissimo se una parte della popolazione muore di fame? Quanto possiamo continuare a dare piÃ¹ valore ai parametri economici invece che alla dignitÃ  umana? Tutti i parametri economici di cui sentiamo continuamente parlare sono stati definiti per misurare il benessere di una nazione e di una popolazione: strumenti esterni di misura di situazioni interne. Eppure abbiamo dimenticato lâ€™interioritÃ  e lâ€™introspezione.
La tecnologia Ã¨ sempre stato uno strumento di sviluppo e facilitazione. Persino le armi venivano perfezionate per migliorare la caccia e ridurre il rischio di fame. Ora sviluppiamo strumenti sempre piÃ¹ potenti che non siamo in grado di governare. Moltissimi incidenti vengono classificati â€œerrori umaniâ€: semplicemente le capacitÃ  umane non sono state in grado di gestire gli strumenti tecnologici che avevano a disposizione. Eppure se esaminiamo la maggior parte di quegli errori umani possiamo vedere chiaramente che individui piÃ¹ responsabili, piÃ¹ saggi, persone che fossero â€œcresciuteâ€ interiormente di pari passo con la tecnologia che dovevano gestire avrebbero evitato lâ€™errore. E non sto colpevolizzando lâ€™individuo, ma tutti noi che, globalmente, abbiamo pensato che saper spingere un bottone di strumenti altamente sofisticati fosse condizione sufficiente per avere il potere di spingerlo.
Se lâ€™introspezione si fosse affiancata allâ€™azione, nellâ€™unione di valori maschili e femminili, lâ€™umanitÃ  non sarebbe oggi sullâ€™orlo del disastro ecologico. Non Ã¨ dato sapere se, o per quanto, potremo evitare il disastro. PerÃ² possiamo migliorare lâ€™equilibrio, rendere le nostre aziende piÃ¹ responsabili, ascoltare il Dio interiore che ci parla, sviluppare quelle briciole di saggezza di cui tutti siamo dotati, guardarci dentro. Abbiamo solo da guadagnare.Â ]]></description>
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			<title>Accoglienza - FemminilitÃ  in cammino</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/accoglienza_femminilita_in_cammino_2429877.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Accoglienza - FemminilitÃ  in cammino</strong><br />Questo articolo viene scritto a pochi giorni dallâ€™ennesima strage degli immigrati, e nel momento in cui Ã¨ in corso unâ€™aspra controversia (e polemica) sulle leggi italiane ed europee relative allâ€™immigrazione. 
Ãˆ facile confondere il valore dellâ€™accoglienza con lâ€™alleggerimento delle normative sullâ€™immigrazione, ma in realtÃ  le due cose non sono strettamente correlate. 
Lâ€™accoglienza come valore del femminino Ã¨ qualitativa: come accettare il nuovo e il diverso, e non quali regole stabilire o quanti immigrati lasciar entrare nel Paese. 
Proviamo quindi a cambiare ambito di riflessione, arrivando in una nuova azienda.
I valori femminili di accoglienza e inclusione fanno sÃ¬ che qualunque nuovo arrivato sia accolto â€œa braccia aperteâ€, invitandolo ad esprimere opinioni, a suggerire cambiamenti, a portare novitÃ , nuove idee, nuove procedure, nuovi progetti.
Le energie maschili dellâ€™esclusione e del mantenimento dello status quo fanno invece sÃ¬ che il nuovo arrivato venga indirizzato allâ€™acquisizione dei valori e delle procedure esistenti in azienda. 
In entrambe i casi chi arriva puÃ² essere accolto bene o male (sÃ¬, anche lâ€™accoglienza a braccia aperte puÃ² essere sgarbata), puÃ² essere accettato o respinto dal sistema esistente. Dove prevale lâ€™energia femminile si chiede al nuovo arrivato di essere artefice di cambiamenti. Dove prevale lâ€™energia maschile si chiede al nuovo arrivato di acquisire ciÃ² che giÃ  esiste. 
Credo che questo sia uno dei valori piÃ¹ controversi e complessi tra quelli che analizziamo. 
Infatti non Ã¨ difficile osservare la carenza di introspezione nella societÃ , mentre Ã¨ molto piÃ¹ complesso definire lâ€™ambito desiderato di accoglienza e inclusione.
In pratica lâ€™accoglienza e lâ€™inclusione, energie molto simili, non sono assenti dal nostro modo di vivere, ma sono vissute con scarso equilibrio e scarsissima consapevolezza.
Lâ€™accoglienza che ci serve Ã¨ composta da accettazione, comprensione, scelta e consapevolezza. Invece oscilliamo pericolosamente tra il rifiuto (esclusione) selettivo di tutto ciÃ² che sembra scomodo e lâ€™accettazione passiva di novitÃ  inutili. 
La nostra accoglienza Ã¨ fatta da inclusione di superficiali amici su facebook o su altri social network finalizzata a raggiungere â€œ1000 amici â€“ 5000 follower, â€¦â€ o dallâ€™acquisto dellâ€™ultimo modello di qualunque cosa senza valutarne lâ€™utilitÃ  e men che meno la necessitÃ . Ci sentiamo accoglienti nel rimuovere ostacoli allâ€™immigrazione, a patto che, poi, i figli degli immigrati non frequentino le stesse classi dei nostri figli. Ci sentiamo innovatori viaggiando per il mondo, accoglienti perchÃ© andiamo nei Paesi poveri, ma poi cerchiamo villaggi italiani che servano spaghetti a pranzo e cena. 
Questa, inutile dirlo, Ã¨ una distorsione del valore e dellâ€™energia dellâ€™accoglienza e dellâ€™inclusione. Ãˆ perÃ² abbastanza ovvio che anche gli eccessi opposti non migliorano nÃ© noi come individui nÃ© le prospettive del nostro futuro.
Come spesso accade, non câ€™Ã¨ una strada â€œgiustaâ€ e una â€œsbagliataâ€ Quindi posso solo darvi un consiglio, ed Ã¨ lo stesso consiglio che ho ricevuto io nel mio primo giorno di lavoro da parte del general manager della multinazionale dove ero andata a lavorare: si Ã¨ rivelato il miglior suggerimento che io abbia mai ricevuto nella mia vita.
â€œOgni volta che incontri qualcosa di nuovo, e capiterÃ  ogni giorno, cerca almeno tre analogie e tre differenze con ciÃ² che conosci. Le analogie ti serviranno per essere piÃ¹ disponibile ad accogliere il nuovo e non fartene spaventare. LeÂ  differenze ti servirannoÂ  per non dare nulla per scontato e mantenerti sempre aperto ai cambiamenti utili. Lâ€™insieme di analogie e differenze ti permetteranno di scegliere consapevolmente cosa accettare e cosa rifiutareâ€ ]]></description>
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			<title>Comprensione - FemminilitÃ  in cammino</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/comprensione_femminilita_in_cammino_2429878.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Comprensione - FemminilitÃ  in cammino</strong><br />Ogni lingua parlata cambia col tempo. Lâ€™italiano Ã¨ una lingua estremamente ricca di vocaboli, sfumature, parole che sono quasi sinonimi. Quasi. Lâ€™evoluzione della nostra lingua Ã¨ stata una riduzione dei vocaboli usati, e un arricchimento di vocaboli di origine straniera, per la maggior parte con significati legati alle tecniche e alle tecnologie. Tra le parole che maggiormente â€œsi sono perseâ€ ci sono quelle relative alle emozioni e ai sentimenti. Ne usiamo davvero una centesima parte rispetto a quelle disponibili. Considerando lo strettissimo collegamento tra come ci esprimiamo e quello che proviamo (collegamento che, ricordate, esiste in entrambe i sensi) Ã¨ facilmente intuibile che abbiamo anche ridotto le sfumature delle emozioni che siamo in grado di provare e riconoscere. 
La comprensione Ã¨ una delle cose che si Ã¨ â€œpersaâ€, e di cui se ne perso il significato. Spesso sento confondere la comprensione con lâ€™empatia, o col dare ragione e quindi condividere. Non sono dâ€™accordo.
Per me la comprensione Ã¨ un valore prettamente femminile dimostrabile con atteggiamenti tipici del ruolo materno: non condivido quello che dici o quello che vuoi (non concordo), non provo gli stessi sentimenti e le stesse emozioni (non câ€™Ã¨ empatia), ma capisco. E poichÃ© comprendo ti lascio libero di andare, sperimentare, seguire le tue idee e persino sbagliare. Credo che questo sia un modo di vivere di una madre. 
Nella nostra strada tecnologica abbiamo perso la comprensione. Si parla molto di empatia (che vedremo nel prossimo articolo), e pochissimo di comprensione. Ãˆ ovvio: chi Ã¨ fortemente empatico raggiunge anche la piena comprensione, ma la comprensione ha secondo me un enorme punto di forza, persino rispetto allâ€™empatia. Â 
Si parla molto di negoziazione, comunicazione persuasiva, neuro marketing â€¦ tutti strumenti e modi di fare (o sentire) utili per raggiungere un accordo. Ma Ã¨ davvero indispensabile arrivare sempre ad un accordo? O forse questo Ã¨ dovuto al presupposto che se troviamo un accordo, lâ€™altro mi interessa, altrimenti no. 
La comprensione accetta il disaccordo, accetta le opinioni diverse, i desideri diversi, i sogni diversi. E non li giudica. Comprende. Questo Ã¨ lâ€™enorme punto di forza della comprensione rispetto a molti altri sentimenti e valori similari: la sospensione di giudizio, la tolleranza, e persino una componente di pazienza. 
Sarebbe ora di togliere un poâ€™ di polvere dalla comprensione e riscoprirla, coltivarla. E se la pensate diversamente, va bene e spero che condividiate lâ€™opinione di Voltaire: Disapprovo quel che dici, ma difenderÃ² fino alla morte il tuo diritto di dirlo.]]></description>
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			<title>Empatia â&amp;euro;&amp;ldquo; FemminilitÃ  in cammino</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/empatia_femminilita_in_cammino_2429879.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Empatia â€“ FemminilitÃ  in cammino</strong><br />Lâ€™empatia Ã¨ una grande riscoperta di questi anni. Fa parte di quei valori, di quelle energie, che subiscono alti e bassi: decenni, o secoli, in cui vengono combattuti e bistrattati, e poi sono nuovamente in auge. 
Empatia significa mettersi nei panni dellâ€™altro, indossare i mocassini altrui (per dirla come i nativi americani), provare quelle stesse emozioni che sta provando lâ€™altro. 
Siamo tutti capaci di empatia: Ã¨ una caratteristica del nostro cervello. Qualcuno la sopprime, qualcuno la soffre. Da bambina mi dicevano â€œsei troppo emotivaâ€ ed ero fortunata di essere nata femmina: un maschio con la mia dose di empatia sarebbe stato malamente bollato come femminuccia. Lâ€™invito che mi veniva fatto era quello di sopprimerla: smettila, controllati! Ho impiegato anni per capire quale regalo, e quale vantaggio, fosse una buona dose di empatia. 
Per sviluppare, o diventare consapevoli, della propria empatia lâ€™esercizio migliore Ã¨ quello del ricalco, e in particolare del ricalco del respiro. Un altro metodo efficace Ã¨ quello di â€œfare teatroâ€ sia partecipando ad una delle compagnie di dilettanti sia ragionando dal punto di vista di un altro: un poâ€™ di allenamento e diventa facile.
E poi? Lâ€™empatia fa parte dellâ€™intelligenza emotiva: argomento fondamentale sui cui vi suggerisco di leggere qualcosa o di frequentare un corso. 
A me preme soprattutto sfatare un mito ed evidenziare il vantaggio principale che deriva dallâ€™essere fortemente empatici.
Il mito da sfatare Ã¨ che chi parla a favore dellâ€™empatia lo faccia per una sorta di buonismo, come se mettersi nei panni degli altri avesse come unico scopo quello di diventare buoni e comprensivi. 
Tanto per cominciare se una persona fortemente empatica decide di colpire, sa esattamente centrare il punto e le frasi che fanno piÃ¹ male. Altro che buonismo! E poi lâ€™empatia serve, ad esempio, per capire quali argomenti sono piÃ¹ convincenti per lâ€™interlocutore, e questo vale sia che stiamo conducendo una trattativa, sia che vogliamo motivare qualcuno, sia che vogliamo fregare qualcuno. Ãˆ lâ€™etica che stabilisce il comportamento, non lâ€™empatia.
Il vantaggio principale dellâ€™empatia Ã¨ che, mettendoci nei panni degli altri, impariamo a non giudicare. Grazie allâ€™empatia scopriamo che la persona che ci sembra piÃ¹ perfida, o piÃ¹ esecrabile, ha le sue ragioni e i suoi motivi. A noi rimane la scelta se considerarli validi, approvare o disapprovare, â€¦ Ma invece che arrabbiarci e reagire, possiamo scegliere ed essere proattivi. Senza empatia non Ã¨ possibile.]]></description>
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			<title>Ascolto - FemminilitÃ  in cammino</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/ascolto_femminilita_in_cammino_2429880.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Ascolto - FemminilitÃ  in cammino</strong><br />La nostra epoca Ã¨ povera di ascolto, pur essendo lâ€™epoca che piÃ¹ di ogni altra ha studiato e codificato lâ€™ascolto. Esistono infatti, e sono facilmente rintracciabili, diverse descrizioni dellâ€™ascolto. Si parla di ascolto attivo, riflessivo, empatico, â€¦
Ãˆ pur vero che ai giorni nostri si trovano molti corsi che preparano le persone, e in particolare i manager, a parlare, ma ben pochi che li preparano ad ascoltare. Ãˆ anche opinione comune che le donne siano perenni chiacchierone, pessime ascoltatrici.
In parte Ã¨ vero: chi non ha almeno unâ€™amica che ci stordisce di chiacchiere, e bastano pochi minuti su un mezzo pubblico per condividere i luoghi comuniÂ  su quanto chiacchierano le donne e sviluppare fortissime perplessitÃ  sul fatto che possa anche solo essere immaginato un tipo di ascolto definibile â€œfemminileâ€.
Ãˆ ovvio che quando parlo di ascolto femminile non parlo di genere, ma di un ascolto magico che racchiude in sÃ© una serie di valori femminili. E sappiate anche che nessun esperto o dotto cultore di formazione o di comunicazione, e nemmeno di sociologia, si Ã¨ mai sognato di codificare un ascolto femminile, ma spero di riuscire a chiarire di cosa sto parlando.
Prendete unâ€™ampia dose di ascolto empatico, o, se preferite, di ascolto attivo addizionato di empatia, aggiungere tanta pazienza, una buona dose di accoglienza e aggiungete un pizzico di magia.
Vi Ã¨ mai capitato di essere ascoltati da qualcuno che riesce a farvi sentire assolutamente bene? Da qualcuno che non vi sollecita, non si annoia, non si distrae e, soprattutto, non vi giudica? Da qualcuno che vi permette di esprimere qualunque vostro pensiero, e nello stesso tempo, mentre parlate, il suo stesso ascolto vi permette di chiarivi i vostri stessi pensieri?
Parlando, raccontando, vi sentite accolti, lâ€™energia aumenta, e siete totalmente consapevoli che chi ascolta avrÃ  per voi maggiore comprensione di quanto abbiate per voi stessi e tutta la pazienza del mondo, gioirÃ  della vostra gioia e soffrirÃ  dei vostri dolori, ma saprÃ  anche lenire il dolore e rendere dolce e duratura la gioia, trasformandola da attimi di felicitÃ  a lunga serenitÃ .
Riuscite a ricordare un ascolto cosÃ¬? O almeno ad immaginarlo?
Ãˆ un ascolto raro, e se ci pensate bene Ã¨ il tipo di ascolto che evoca una nonna, che ha tutta lâ€™accoglienza materna, ma nessuna responsabilitÃ Â  educativa.
Questo Ã¨ ciÃ² che intendo come valore femminile dellâ€™ascolto. Se lo potete ricordare, o immaginare, lo potete riprodurre.
Questo Ã¨ lâ€™ascolto che fa emergere lâ€™anima di chi parla, e di chi ascolta. E questo Ã¨ lâ€™ascolto descritto e raccontato in alcuni attualissimi testi in cui si spiega come un semplice dialogo, o un semplice ascolto, possano fare rivoluzioni.]]></description>
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			<title>Intuizione - FemminilitÃ  in cammino</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/intuizione_femminilita_in_cammino_2429881.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Intuizione - FemminilitÃ  in cammino</strong><br />Tra le energie del femminino non puÃ² certo mancare lâ€™intuizione! Ãˆ davvero un valore, unâ€™energia positiva? Cosâ€™Ã¨?
Nelle banalitÃ  del nostro mondo non possiamo dimenticare che lâ€™intuizione spesso non viene considerata unâ€™energia del femminino, ma una caratteristica di genere: una sorta di elemento femminile da contrapporsi alla maschile razionalitÃ . La definizione Ã¨ abbastanza corretta, ma ciÃ² che Ã¨ scorretto Ã¨ lâ€™atteggiamento snob che frequentemente si abbina a questa definizione, come se lâ€™uomo (forte, intelligente, â€¦) cercasse una guida razionale laddove la donna (debole, sciocca) si affidasse allâ€™irrazionalitÃ  dellâ€™intuizione. 
Sono convinta che leggendo state rabbrividendo tutti, uomini e donne. PerchÃ© leggere nero su bianco queste parole Ã¨ inaccettabile per qualunque essere umano (lascio fuori, volutamente, bulli razzisti e donne cretine). 
Ma come ci comportiamo in realtÃ ? Quanti di noi, uomini e donne, sono realmente disposti a farsi guidare dallâ€™intuizione, qualunque cosa sia?
Pochi, pochissimi. Centinaia di anni di educazione pesano, e non si possono rimuovere facilmente. 
Il dizionario di italiano (Sabatini â€“ Colletti) riporta queste definizioni alla voce â€œintuizioneâ€:

Forma di conoscenza immediata che non abbisogna di ragionamento
Â Â Percezione immediata ma non ben definitaÂ  presentimento
Â Attitudine naturale a cogliere il significato delle cose immediatamente, per via non ragionativa

Lâ€™intuizione Ã¨ sostanzialmente definita non antitetica alla razionalitÃ , ma al ragionamento stesso. E questo Ã¨, sostanzialmente, falso. 
Grossolanamente, senza essere troppo precisa, ricordo che abbiamo due emisferi cerebrali: destro e sinistro.

Lâ€™emisfero sinistro presiede lâ€™area razionale, la realtÃ , la tecnica, la ragione, il linguaggio, la scrittura, il calcolo. Ãˆ sede del conscio ed elabora quindi le informazioni vitali a breve termine.
L&#039;emisfero destro, invece, Ã¨ sede dell&#039;inconscio (Freud diceva â€œÃ¨ quella parte di cervello che fa cose di cui non mi accorgoâ€) ed elabora informazioni a medio e lungo termine. PuÃ² guidare oltre 64.000 attivitÃ  simultaneamente: regola tutta la fisiologia, i comportamenti e le emozioni. Lâ€™emisfero destro presiede lâ€™intuito, il sogno, lâ€™arte, la creativitÃ , il sentimento, il pensiero non verbale.

Se proprio vogliamo essere razionali possiamo dire che lâ€™intuizione Ã¨ unâ€™elaborazione dellâ€™emisfero destro del nostro cervello. Se, invece, scegliamo di essere un poâ€™ piÃ¹ â€¦ intuitivi, possiamo dire che lâ€™intuizione nasce da quella parte della nostra anima che ha mantenuto il contatto con lâ€™universo e al Luce divina.Â  
Da parte mia posso dire â€¦ Io so di avere un ottimo intuito. Lâ€™intuito Ã¨ quella parte di me che non subisce le pericolose infrastrutture fatte di paura, ansia, senso di inadeguatezza, timore del fallimento, â€¦ tutti elementi fortemente disturbanti. So di avere un ottimo intuito perchÃ© lâ€™ho sperimentato, e sono tante gli eventi che me lo hanno dimostratoÂ  e confermato. Nonostante tutto, perÃ², faccio fatica ad affidarmi completamente alle intuizioni (che sono anche lâ€™elemento principale per aprire la strada alla consapevolezza). Eppure â€¦ invecchiando, forse, o diventando piÃ¹ saggia, sono sempre piÃ¹ convinta che abbia ragione Einstein: 
â€œLa mente intuitiva Ã¨ un regalo sacro e la mente razionale Ã¨ un servitore fedele. Noi abbiamo creato una societÃ  che onora il servo e ha dimenticato il regalo.â€ Albert Einstein]]></description>
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		<item>
			<title>Innovazione - FemminilitÃ  in cammino</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/innovazione_femminilita_in_cammino_2429882.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Innovazione - FemminilitÃ  in cammino</strong><br />Io non mi sento in grado di definire cosa sia lâ€™innovazione: sullâ€™argomento ho sentito dire davvero di tutto!
CiÃ² che mi piace, e condivido, Ã¨ il concetto che contrappone lâ€™innovazione, energia femminile, al mantenimento dello status quo, energia maschile. E se ci pensate questo Ã¨ anche un valore che puÃ² essere collegato al genere: il femminile Ã¨ predisposto per accogliere il nuovo, portare nuova vita e quindi innovare la tribÃ¹. Il maschile, invece, anche tra gli animali, identifica con lâ€™arrivo delle nuove generazioni la potenziale perdita del potere, quindi ambisce al mantenimento dello status quo. Il tutto senza togliere alcunchÃ© al ruolo della paternitÃ : ci sono specie animali, anche tra quelle che definiamo poco evolute, dove il maschio si prende cura della prole tanto quanto la femminina.
Ma sto divagando!
CiÃ² che intendo dire Ã¨ che allâ€™innovazione non corrisponde necessariamente la rivoluzione. Lâ€™innovazione Ã¨ rinnovamento, cambiamento.
Trovo anche interessante, e sintomatico di quanta poca importanza si dia oggi ai valori femminili, il fatto che il dizionario di italiano riporti come esempio dellâ€™innovazione la tecnologia. Secondo me questa Ã¨ una traslazione di significato pericolosa.Â  PerchÃ©? PerchÃ© lâ€™innovazione Ã¨ unâ€™energia femminile, e lâ€™energia femminile per eccellenza Ã¨ la coltivazione della terra, mentre la tecnologia (intesa come strumentazione in senso lato) Ã¨ un valore maschile.
Il femminile guida e incita al cambiamento. Ed Ã¨ fondamentale non perdere di vista lâ€™importanza dellâ€™innovazione interiore: quel rinnovamento di se stessi, delle idee, dei comportamenti, delle abitudini, che rappresenta lâ€™innovazione piÃ¹ vera e piÃ¹ profonda, e la piÃ¹ bistrattata.
Sapete, alla fine, lâ€™unico cambiamento Â in grado di fare la differenza Ã¨ la trasformazione del cuore umano - Joseph Jaworski- Presence]]></description>
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		<item>
			<title>CreativitÃ  - FemminilitÃ  in cammino</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/creativita_femminilita_in_cammino_2429883.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>CreativitÃ  - FemminilitÃ  in cammino</strong><br />Sembra quasi strano citare la creativitÃ  come valore femminile trascurato nellâ€™epoca in cui â€œi creativiâ€ sono cosÃ¬ spesso allâ€™onore delle cronache e â€œfare il creativoâ€ Ã¨ diventato un lavoro riconosciuto. 
Va inoltre detto che, finalmente, lâ€™intelligenza creativa, cosÃ¬ come lâ€™intelligenza emotiva, Ã¨ stata riconosciuta come un qualcosa di essenziale, ben diversa dallâ€™intelligenza razionale. 
Ãˆ vero: la creativitÃ  va di moda. E allora cosa câ€™Ã¨ da riscoprire, recriminare?
A me sembra che abbiamo dimenticato quella creativitÃ , valore femminile, complementare al valore maschile della volontÃ , della tenacia.
A me sembra che la creativitÃ  di cui ci si riempie la bocca, e le pagine dei giornali, sia in realtÃ  eccentricitÃ , mentre abbiamo perso il piacere della creativitÃ  quotidiana, fatta di piccole cose, di piccoli e anonimi miglioramenti delle piccole cose. 
Prendiamo due esempi estremamente lontani tra loro: cucinare e imparare.
Cucinare puÃ² essere uno dei momenti piÃ¹ piacevoli e creativi. Piacevole Ã¨, ovviamente, unâ€™opinione. Creativo invece dovrebbe essere un dato di fatto. Si prendono ingredienti, si mischiano tra loro, si ottiene qualcosa di commestibile. Dipende dalla stagione, dagli ingredienti disponibili, da ciÃ² che piace a chi cucina o a chi poi mangerÃ  quanto preparato. Sembra ovvio, ma non lo Ã¨. Siamo pieni di seguitissime trasmissioni di cucina che vengono seguite pedissequamente, al punto che conosco moltissime persone che rinunciano a cucinare un certo piatto, o vanno di corsa al supermercato piÃ¹ vicino, se manca uno degli ingredienti citato dalla trasmissione preferita. Le cucine sono piene di bilance, dosatori, misuratori â€¦
Lâ€™ultima volta che sono andata da mia zia, splendida cuoca, mi aveva preparato una fantastica, e semplicissima torta di mele, diversa da tutte quelle che avevo assaggiato fino a quel momento. Alla richiesta delle ricetta mi ha citato gli ingredienti e mi ha spiegato tramite esempi la consistenza che doveva avere lâ€™impasto: nessuna dose, nessun misurino, solo la fantasia e la sensibilitÃ  della cuoca. Le ricette sono una traccia, un sollecito per la fantasia, non un rigoroso Vangelo!
Anche nello studio, nellâ€™apprendimento, vedo spesso un atteggiamento simile.
Ho molti conoscenti colti, che leggono moltissimo, che si impegnano per migliorare costantemente. E lo trovo molto positivo. CiÃ² che perÃ² mi stupisce Ã¨ che ad ogni cosa, argomento, affermazione, fanno seguire la citazione dellâ€™autore, il titolo del libro, la codifica di chi lâ€™ha detto. Ogni argomento di apprendimento Ã¨ catalogato in scuole, spesso contrapposte tra loro. Esiste una PNL (programmazione neurolinguistica) secondo Bandler, una secondo Dillts e una secondo Grinder, e se parli di PNL o rifletti sullâ€™argomento ti chiedono che scuola segui. Se dici qualcosa che sembra loro intelligente ti chiedono in quale libro lâ€™hai letto. 
Il pensiero, la riflessione, personale o fine a se stessa ha perso importanza e dignitÃ , lâ€™elaborazione personale sembra un lusso inutile, o una forma di arroganza.
La creativitÃ  quotidiana, secondo me, Ã¨ stata affossata dal bisogno di approvazione, di popolaritÃ , di sicurezza. Ed Ã¨ la creativitÃ  quotidiana quella che vorrei veder rivalutata.]]></description>
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		<item>
			<title>Perdono - FemminilitÃ  in cammino</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/perdono_femminilita_in_cammino_2429884.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Perdono - FemminilitÃ  in cammino</strong><br />Da secoli il perdono Ã¨ considerato una virtÃ¹ specifica della religione cristiana. Certo, Ã¨ nei Vangeli che viene affermato con forza quanto sia importante perdonare, ma (perdonatemi!) prima ancora dei Vangeli, ben prima di Cristo, il perdono era giÃ  un valore. 
Il perdono Ã¨ la faccia femminile laddove la punizione Ã¨ la faccia maschile della stessa medaglia: la punizione senza perdono Ã¨ accanimento, il perdono senza punizione Ã¨ lassismo. 
La Chiesa ha aggiunto una variabile che, a mio avviso, non dovrebbe essere correlata: il pentimento. Secondo i dettami della Chiesa il perdono viene accordato come conseguenza del pentimento, ma non Ã¨ cosÃ¬ nei Vangeli, e non Ã¨ cosÃ¬ per lâ€™energia femminile del perdono. 
Il collegamento pentimento â€“ perdono riguarda â€œil colpevoleâ€, mentre il legame â€œpunizione â€“ perdonoâ€ riguarda â€œla vittimaâ€: la prospettiva Ã¨ completamente diversa. 
E poi â€¦ non dimentichiamo che esiste un perdono fondamentale: perdonare se stessi. 
Come valore femminile il perdono Ã¨ correlato, ma non uguale, alla comprensione e allâ€™accoglienza.
Non Â limitiamoci a vedere il perdono come elemento legato ai torti subiti: il perdono Ã¨ fondamentale per cancellare dalla nostra vita quei rancori e rimpianti che danneggiano noi e chi ci sta vicino.]]></description>
			<guid isPermaLink="false">http://www.www.chingecoaching.it/1/perdono_femminilita_in_cammino_2429884.html</guid>		</item>
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			<title>Il mondo Ã¨ divertente</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/il_mondo_e_divertente_2430354.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Il mondo Ã¨ divertente</strong><br />Platone racconta che allâ€™origine del mondo gli esseri umani erano formati da due degli umani attuali. Questo essere poteva avvalersi sia delle capacitÃ  maschili che femminili â€¦ La sua potenza divenne superbia, e venne diviso in due â€¦
Â 
Ben pochi individui, oggi, rifiutano il concetto che tutti, uomini e donne, abbiamo una parte maschile e una parte femminile. Razionalmente siamo tutti pronti ad ammettere, e riconoscere, che in ciascuno câ€™Ã¨ una quota di energia maschile e una quota di energia femminile. Sappiamo anche che non esiste un equilibrio perfetto, e soprattutto che il punto di equilibrio non Ã¨ un 50% dellâ€™uno e 50% dellâ€™altro!
E fin qui siamo supportati dalla razionalitÃ . Poi câ€™Ã¨ lâ€™inconscio, lâ€™irrazionale e la quotidianitÃ  di ciascuno.Â 
Per quanto mi riguarda ho iniziato ad interessarmi al mondo delle energie e dei valori femminili molti anni fa, a seguito di unâ€™esperienza ben precisa e molto particolare.Â 
Stavo facendo un corso di crescita personale, molto bello e coinvolgente, con molti esercizi di meditazione guidata. Uno di questi era una sorta di ricerca dellâ€™animale guida: un animale in cui identificarsi per scoprire qualcosa di noi stessi che, forse, era celato nellâ€™inconscio. Io ho sempre amato i gatti, ed Ã¨ sempre stato un amore ricambiato: una parte di me era sicura che avrei trovato, in un angolo della mia anima, un felino. Invece trovai una civetta.Â 
Una consultazione con la fantastica istruttrice del corso, un poâ€™ di ricerche, un tuffo nella mitologia â€¦ forse ricordate che la civetta Ã¨ il simbolo di Minerva, o Atena: un simbolo di giustizia, di razionalitÃ , ma anche un simbolo di energia femminile. Considerando lâ€™esperienza vissuta durante lâ€™esercizio mi fu consigliato di indagare se, forse, parte del mio femminile non si sentisse in qualche modo minacciato.Â 
Certo che sÃ¬! Avevo da pochi anni intrapreso una carriera che allâ€™epoca era prettamente maschile, avevo cambiato cittÃ , ero cresciuta senza madre â€¦ a posteriori posso dire che non era strano se il mio approccio al mondo esterno avvantaggiava le energie maschili. E non era neanche strano che lâ€™altra parte di me si sentisse minacciata.Â 
Ne Ã¨ nato un percorso di ricerca, scoperta, recupero, equilibrio, che mi ha portato fino a qui.Â 
Questa la mia storia, e un banale esempio, di come la realtÃ  che viviamo quotidianamente ci porti a sbilanciare quel nostro personale equilibrio maschile â€“ femminile che significa anche benessere, serenitÃ  e qualitÃ  di vita. 
Ripeto: questa Ã¨ la mia storia, ma ne ho altre, altri esempi, che vi racconterÃ² la prossima volta. A presto!]]></description>
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			<title>Forze e fragilitÃ  femminili</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/forze_e_fragilita_femminili_2430355.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Forze e fragilitÃ  femminili</strong><br />Definito il sesso debole, per la forza fisica, quello forte, per la tenacia, sono molti i luoghi comuni da sfatare sulla forza e fragilitÃ  femminile. E la prima cosa da sfatare Ã¨ che le forze e fragilitÃ  femminili equivalgano esattamente alle forze e fragilitÃ  delle donne, ma questo ormai l&#039;ho ripetuto fin troppe volte!
Come donna condivido appieno la citazione: siamo in grado di fare tutto ciÃ² che fa un uomo, ma in genere partiamo svantaggiate. Julio Velasco, uno dei grandi allenatori e team builder, evidenzia come le donne reagiscano ai propri errori lasciandosi abbattere, e peggiorando la situazione, mentre gli uomini li vivono come una sfida per migliorare. Conosco anche molti uomini che si fanno abbattere dai loro errori: credo che questa sia una caratteristica del femminino piÃ¹ che del femminile.
Il confine Ã¨ labile, come tanti confini: sono gli esseri umani a renderli netti, ben divisi, magari protetti da muri e batterie di cannoni.
CosÃ¬ Ã¨ anche per ciÃ² che ci rende forti, o deboli, o fragili.
La sofferenza ci rende, nel contempo, piÃ¹ fragili e piÃ¹ forti: non c&#039;Ã¨ contraddizione. Essere sensibili Ã¨ una forza o una debolezza? Siamo noi umani a cadere nei tranelli delle dicotomie, a sottoporci ad inutili torture. e, in questo, le donne sono maestre.
Eppure chiunque abbia studiato marketing strategico sa che l&#039;analisi dei punti di forza e di debolezza non Ã¨ nÃ© un valore assoluto, nÃ© un elemento statico.
Le energie femminili, come quelle maschili, possono renderci forti o deboli, dipende dal contesto, dalla situazione, dall&#039;ambiente, dai desideri â€¦ e non solo. Empatia, accoglienza, introspezione, intuizione, pazienza, â€¦ possono essere elementi di grande forza e di grande fragilitÃ .
Che fare, dunque? Come gestire e governare queste apparenti contraddizioni?
La risposta c&#039;Ã¨, ed Ã¨ sempre stata lÃ¬, chiara, ben visibile. Le hanno attribuito nomi diversi, ma Ã¨ sempre facilmente riconoscibile: la scelta, il libero arbitrio. Scegliere, consapevolmente, ci rende sempre piÃ¹ forti, anche se l&#039;apparenza puÃ² essere, per il mondo esterno, di fragilitÃ .
C&#039;Ã¨ la scelta del femminile di mostrarsi fragile per manipolare: Ã¨ una scelta che, per quanto discutibile (e per me esecrabile) rende molte donne letteralmente invincibili.
C&#039;Ã¨ la scelta del femminino di amare incondizionatamente, di assecondare l&#039;empatia e l&#039;accoglienza accettandone la sofferenza, ma sapendo di poter scegliere, poi, il distacco.
E poi c&#039;Ã¨ la scelta fondamentale: la scelta fra paura e amore. Poco importa se li decliniamo al maschile o al femminile: paura e amore sono sempre lÃ¬, a chiederci di scegliere, anche quando basta poco per comprendere che, in caso di guerra, solo l&#039;amore Ã¨ in grado di vincere.]]></description>
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			<title>Siamo tutti femministi</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/siamo_tutti_femministi_2430356.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Siamo tutti femministi</strong><br />Forse qualcuno che, come me, Ã¨ â€œdatatoâ€ ricorda questa canzone di Gaber sul razzismo: siamo tutti antirazzisti fino a quando â€¦
CosÃ¬, oggi, vorrei riflettere sulla paritÃ  tra uomo e donna. Pochi dichiarano di ritenere lâ€™uomo superiore: una dichiarazione del genere non Ã¨ politically correct. Io credo, fermamente, nella buona fede dei molti, ma ritengo anche che alcuni pregiudizi siano talmente radicati da essere diventati invisibili. Mi rivolgo quindi a chi Ã¨ in totale buona fede, chiedendo loro di far, con me, un viaggio nei nostri pregiudizi, per poterli riconoscere e combattere attivamente. Nel frattempo, aspettando che le giovani generazioni siano piÃ¹ brave di noi, ridiamoci sopra!
Cari uomini, sapete far funzionare la lavatrice? Quando fate il bucato, dichiarate con tono orgoglioso alla vostra compagna / moglie: ho mandato io la lavatrice? E vi aspettate che lei dica â€œgrazie!â€
Ora, a meno che lei non faccia altrettanto, e quindi nella vostra famiglia ogni bucato sia un evento in cui ci si ringrazia vicendevolmente, in maniera un poâ€™ assurda, togliete 10 punti al vostro sbandierato femminismo.
Poi rivolgete un pensiero agli innumerevoli lavori di casa (escludete dallâ€™analisi il portar via la spazzatura: da unâ€™attenta indagine risulta essere un lavoro prettamente maschile). Per dirla alla Perry Mason, Ã¨ vero o no che se fate un qualche lavoro come spolverare, lavare i vetri, dare lo straccio, vi aspettate sperticati ringraziamenti, mentre ritenete assolutamente normale il fatto che li faccia la compagna? E voi, donne, ringraziate i vostri mariti o compagni ogni volta che fanno qualcosa che, nel pensiero comune o nellâ€™immaginario collettivo, Ã¨ un lavoro femminile?
Fortunatamente, nella mia generazione molti facevano lâ€™universitÃ  fuori casa, poi abbiamo vinto la battaglia del divorzio, cosÃ¬ qualche mosca bianca câ€™Ã¨ â€¦
Ma passiamo ad un argomento ancora piÃ¹ ostico: lâ€™automobile.

Fate un viaggio, piÃ¹ o meno lungo, e siete una coppia uomo â€“ donna, piÃ¹ o meno felice e consolidata. Chi Ã¨, tra i due, lâ€™autista principale? Se fosse la donna, sareste stupiti?
State guidando in cittÃ . Unâ€™auto, di cui non vedete lâ€™autista, compie strane manovre, non spericolate, ma assurde. Pensate allo sconosciuto autista come ad un lui o ad una lei?

Ed ora andiamo nel mondo del lavoro.
Mi rivolgo agli uomini. Una donna, bella e giovane, fa una carriera rapidissima. Lâ€™incontrate in compagnia del suo mentore. Cercate o no indizi di una relazione?
E ancora, uomini e donne, chi non ha battuto ciglio alla nomina del ministro allâ€™ottavo mese di gravidanza?
Inutile nasconderci dietro un dito: sono ancora tanti i pregiudizi ma, con qualche sorriso, ce la possiamo fare!]]></description>
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			<title>A cosa (e a chi) serve perdonare?</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/a_cosa_e_a_chi_serve_perdonare_2430357.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>A cosa (e a chi) serve perdonare?</strong><br />Punizione, pentimento e perdono: siamo quasi condizionati a viverli come strettamente collegati tra loro, interdipendenti. Eppure GesÃ¹, dalla croce, non solo perdonÃ², ma chiese anche il perdono per chi l&#039;aveva ucciso senza che gli uccisori chiedessero perdono o manifestassero il minimo segno di pentimento.
Nella suddivisione tra valori maschili e valori femminili (che, lo ripeto per l&#039;ennesima volta, non ha nulla a che fare con uomini e donne) la punizione e il pentimento fanno parte della categoria maschile, sono elementi attivi finalizzati al ripristino dello status quo delle regole della collettivitÃ . Il perdono, invece, Ã¨ valore femminile, elemento passivo interiore finalizzato all&#039;accoglienza e alla comprensione.
Ãˆ ovvio che sono collegati, ma non interdipendenti.
La punizione serve alla collettivitÃ  per isolare i soggetti problematici, ma soprattutto serve al colpevole per pagare il debito contratto. Il pentimento serve anch&#039;esso alla collettivitÃ  come forma di rassicurazione, e al colpevole per rientrare nei ranghi della societÃ  e delle sue regole.
I nostri schemi mentali affermano che il perdono serve al colpevole per consentirgli, dopo il pentimento e la punizione, il reintegro totale nella collettivitÃ . Peccato che questa sia giurisprudenza, non valori umani.
Vi Ã¨ mai capitato di fare un torto a qualcuno, sentendovi poi maledettamente colpevoli? Poniamo che la persona che ha subito il torto non sappia nemmeno che siete stati voi, serve a stare meglio? E se vi perdona? Vi sentite davvero a posto?
Probabilmente, come la maggior parte degli individui dotati di coscienza, no.Â 
Il fatto Ã¨ che il perdono serve a chi perdona.
Il perdono, sincero, Ã¨ la modalitÃ  con cui l&#039;anima supera definitivamente l&#039;esperienza.
Perdonando gli altri riusciamo ad andare oltre, a chiudere o evitare quei rancori che ci tengono incatenati ai torti subiti, al negativo della nostra vita.
Perdonare noi stessi Ã¨ spesso ancor piÃ¹ difficile, perchÃ© per perdonare noi stessi dobbiamo saper abbracciare le nostre ombre e inondarle di luce fino a scomparire.]]></description>
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			<title>Mezza matematica</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/mezza_matematica_2430358.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Mezza matematica</strong><br />Riconosco l&#039;utilitÃ  della matematica, ma non Ã¨ una materia che amo. Nel lontano 1982 feci l&#039;errore di dirlo anche al professore di fisica che mi stava interrogando all&#039;esame universitario, e ne ottenni una lezioncina sulla bellezza della matematica perchÃ©, secondo lui, Ã¨ l&#039;unica VeritÃ  assoluta.
Probabilmente la perplessitÃ  era stampata sulla mia faccia, cosÃ¬ lo sproloquio continuÃ² a lungo, e io me la cavai con un 19 stiracchiato.
Non credo alle VeritÃ  assolute. E nella mia vita preferisco di gran lunga quelle sinergie che portano il 2 + 2 a diventare sei o sette piuttosto che la sicurezza del 2+2=4.
A distanza di molti anni da allora, sono sempre piÃ¹ convinta che la matematica sia un utilissimo strumento, che i conti dei budget debbano tonare al centesimo (lo sapevano bene i miei collaboratori in azienda, e forse mi detestavano per questo) ma sono anche sempre piÃ¹ certa che la matematica non sia una veritÃ  assoluta.
La legge matematica, imparata anche dai bimbi della scuola elementare, dice infatti che se abbiamo una mela e siamo in due, ci spetta mezza mela a testa. Se siamo in quattro, la mela deve essere diva per quattro: ce ne spetta un quarto.
Tranquilli, non voglio parlare di equitÃ  sociale, argomento lungo e complesso, che sfocia inesorabilmente nelle convinzioni politiche. NÃ© voglio fare appello alla tradizionale storiella che tutti i consulenti ed i formatori citano: se al posto di una mela metto un&#039;idea la storia cambia completamente â€¦
CiÃ² che, ancora una volta, mi porta a discutere le veritÃ  matematiche Ã¨ la nascita della mia quarta nipote: Francesca. E la normale conseguenza di una nuova, splendida, nipotina, Ã¨ una riflessione sull&#039;amore.
Non mi riferisco all&#039;amore materno: i miei nipoti non sono palliativi dei figli che non ho.Â  Essere zia ha notevoli vantaggi e mono responsabilitÃ . E poi sia mia sorella che mia cognata sono persone fantastiche, e splendide madri: ai miei nipoti non serve una madre di riserva. I due grandi (per le piccoline Ã¨ un po&#039; presto) mi dimostrano invece che una zia che li ama alla follia Ã¨ parecchio utile.
Vi parlo di quell&#039;amore femminino, che si trova in uomini e donne, fatto di accoglienza e accettazione. Ãˆ un amore che (parlo per me, ovviamente) si prova verso i nipoti, gli amici, ma anche nei confronti di alcuni luoghi, paesaggi, emozioni â€¦
Ãˆ un amore che non puÃ² mai essere diviso o diminuito, ma solo sommato e moltiplicato, con buona pace di tutti i miei insegnanti di matematica.
Questo amore sa solo arricchire. Questo Ã¨ l&#039;amore da provare anche verso se stessi.
PerchÃ© tutti coloro che si occupano di benessere, io compresa, insegnano che non si possono realmente amare gli altri se non si impara, prima, ad amare se stessi. Con la conseguenza che molti credono di dovere e poter scegliere: faccio felice me stesso o gli altri. Chi si pone il dubbio conosce solo la forma maschile dell&#039;amore, fatta di criteri di inclusione e di esclusione, di sottrazione e divisione. Un amore che conosce l&#039;equitÃ , che ha molte ragioni di esistere, un amore che rispetta la matematica. Ma non puÃ² essere il solo amore conosciuto!]]></description>
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			<title>La contabilitÃ  impossibile: dare e ricevere</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/la_contabilita_impossibile_dare_e_ricevere_2430359.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>La contabilitÃ  impossibile: dare e ricevere</strong><br />Se pensiamo a due aspetti importanti nella vita del mondo, e di ciascuno di noi, come il dare e il ricevere, e volessimo collocarli tra le energie femminili o tra quelle maschili come potremmo fare? Nellâ€™immaginario collettivo dare Ã¨ sinonimo di amore incondizionato, materno, quindi femminile. PerÃ² lâ€™I Ching, tanto per avere un esempio autorevole, definisce il principio femminile come â€œil riceventeâ€ poichÃ©, per far nascere ogni cosa, necessita di ricevere lâ€™impulso creativo maschile. 
Â Se il femminile non Ã¨ disposto ad accogliere, a ricevere, nulla puÃ² essere generato. 
Â Dare Ã¨ quindi un valore attivo maschile, laddove ricevere Ã¨ unâ€™energia passiva femminile? Non so voi, e non Ã¨ per banali pregiudizi, ma solo scriver questa frase mi fa venire i brividi.  Pensiamo un istante alle esperienze quotidiane: conoscete qualcuno che sia capace di ricevere, ma non di dare?Â Onestamente, io no. Conosco persone egoiste, indipendentemente dal genere, che vorrebbero solo prendere, ma non sanno ricevere. 
PerchÃ© ricevere significa accogliere, accettare ciÃ² che lâ€™altro, chiunque sia, desidera dare secondo il suo pensiero, modo di essere, tempi e modalitÃ . Chi prende, pretende, non riceve. 
Â Ed ecco che il bilancio tra dare e ricevere diventa una contabilitÃ  impossibile, perchÃ© fanno entrambe parte dello stesso sviluppo spirituale dellâ€™individuo, maschio o femmina.
La Kabbalah afferma che la creazione Ã¨ avvenuta poichÃ© la Luce desiderava dare e necessitava quindi di qualcosa che desiderasse ricevere e, se ben ricordo dai miei studi di catechismo, anche il Vangelo ci invita a diventare coppe ripiene che danno mano a mano che ricevono. 
Â Dare e ricevere Ã¨ un flusso continuo, costante, inarrestabile e non puÃ² esistere un vero dare senza un vero ricevere. CosÃ¬, quando pensiamo di aver dato piÃ¹ di quanto abbiamo ricevuto, non serve il bilancino o il quaderno della partita doppia dei ragionieri, ma una revisione del nostro stesso modo di dare, che talvolta diventa imposizione e risponde a lievi imposizioni o manipolazioni, per quanto in buona fede.]]></description>
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		<item>
			<title>Frozen â&amp;euro;&amp;ldquo; Il regno di ghiaccio e lâ&amp;euro;™amore</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/frozen_il_regno_di_ghiaccio_e_l_amore_2430360.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Frozen â€“ Il regno di ghiaccio e lâ€™amore</strong><br />Frozen â€“ il regno di ghiaccio Ã¨ un fantastico cartone animato. Questa la trama, sintetizzata da Wikipedia:
La principessa Elsa Ã¨ la primogenita della famiglia reale di Arendelle, un regno indipendente situato su un fiordo della penisola scandinava, ed Ã¨ nata con un particolare potere magico: puÃ² infatti creare e manipolare il ghiaccio e la neve. FinchÃ© Ã¨ bambina, questo particolare dono sembra una simpatica magia, tanto che lei lo usa per giocare insieme con la sua sorellina Anna. Un giorno, tuttavia, Elsa finisce per colpire involontariamente Anna. Da quel giorno i genitori decidono di tenere la figlia maggiore nascosta al mondo e addirittura ad Anna che, immemore di questi avvenimenti, non riuscirÃ  a capire l&#039;improvviso abbandono della sorella e continuerÃ  a cercarla fino all&#039;etÃ  adulta senza perdere mai la speranza di riavvicinarla. Elsa si rende invece conto che, col passare del tempo, i suoi poteri diventano sempre piÃ¹ forti e che, soprattutto nei momenti di tensione e di paura, sono incontrollabili, perciÃ² Ã¨ spaventata dalla possibilitÃ  di fare seriamente del male alle persone che ama e vive con rassegnazione questa sua segregazione. Anni dopo, Elsa diventa regina e durante il primo ricevimento al castello i suoi poteri sfuggono alla sua volontÃ , e lei fugge terrorizzata. Anna si mette all&#039;inseguimento di Elsa, pensando di poter chiarire tutto e riportarla sul trono.Â  Le due sorelle si rincontrano, ma ben presto le cose degenerano: Anna vorrebbe riportare Elsa a casa, ma quest&#039;ultima ha ancora paura di poterle far male e rifiuta l&#039;offerta. Quando, perÃ², viene a sapere di ciÃ² che sta succedendo ad Arendelle, Elsa si sente nuovamente prigioniera degli avvenimenti, perde il controllo dei suoi poteri e, nella furia, un getto di ghiaccio colpisce inavvertitamente Anna al cuore e solo un atto di vero amore potrÃ  salvarla da una terribile sorte: diventare completamente di ghiaccio.
Ci sono anche due protagonisti maschili: il principe di cui Anna si crede innamorata e il montanaro, che si innamora davvero di Anna.
Ci aspettiamo tutti che il montanaro salvi Anna, ma non arriva in tempo.
Ed Ã¨ qui che, secondo me, il film va oltre le favole e i tradizionali cartoni animati.
Le due sorelle, infatti, si salvano reciprocamente. Certo, Ã¨ il vero amore quello che porta alla salvezza, ma câ€™Ã¨ un amore che si rivela ben piÃ¹ forte di quello tra uomo e donna, fatto di sentimenti e passione.
Lungi da me sminuire lâ€™importanza dellâ€™amore di coppia, ma â€¦ diamogli la giusta dimensione. Superiamo il principe azzurro.
Ma il messaggio piÃ¹ importante Ã¨ che il salvataggio da parte dellâ€™amore maschile non viene sostituito dalla totale autonomia: nÃ© Anna nÃ© Elsa sono in grado di salvarsi da sole. Nessuno, in realtÃ , puÃ² davvero salvarsi da solo: puÃ² andare avanti, costruire, realizzare grandi obiettivi o grandi progetti, ma davanti al vero pericolo abbiamo bisogno degli altri.
Anna e Elsa, dunque, si salvano reciprocamente. E lâ€™amore tra sorelle si rivela ben piÃ¹ forte e potente di ogni altro amore, (paragonabile solo allâ€™amore materno).
Câ€™Ã¨ di che riflettere, e imparare.]]></description>
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		<item>
			<title>Saggezza e adultitÃ </title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/saggezza_e_adultita_2430361.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Saggezza e adultitÃ </strong><br />Certo: adultitÃ  non Ã¨ un vocabolo del dizionario di italiano. Ãˆ un termine preso a prestito da Mafalda, il mio fumetto preferito, che davanti a certe reazioni o comportamenti degli adulti esclama, sbalordita: â€œDio mio, che adultitÃ â€. 
E in questo termine câ€™Ã¨ tutta la ribellione, e persino una punta di disprezzo, che i bambini possono avere davanti a certi modi di pensare degli adulti, bloccati e annichiliti da false regole e assurdi preconcetti.
Lâ€™adultitÃ  Ã¨ tutto tranne un valore o unâ€™energia, Ã¨ lâ€™antitesi del calore, dellâ€™energia, della fantasia. Non Ã¨ nÃ© maschile nÃ© femminile, ma Ã¨ piÃ¹ facilmente reperibile nelle donne che negli uomini che, ed Ã¨ forse il loro piÃ¹ grande pregio, sanno mantenere vitale il loro lato bambino.
E lâ€™adultitÃ  Ã¨ lâ€™esatto contrario della saggezza, una fortissima energia che ha componenti maschili e femminili, in un perfetto mix armonico. La saggezza accoglie, consiglia, riflette, Ã¨ insieme distacco ed emotivitÃ , giustizia e comprensione, visione globale e analisi dei dettagli, introspezione e osservazione. La saggezza puÃ² essere perseguita indifferentemente da uomini e donne, ciascuno nel proprio personale e soggettivo mix di energie femminili e maschili, ed Ã¨ fondata sul raggiungimento del personale equilibrio armonico tra valori maschili e femminili.
Il confine tra saggezza e adultitÃ  Ã¨ talora estremamente labile, sottile, impalpabile. Viene valicato, inesorabilmente, ogni qual volta il pizzico di saggezza che Ã¨ in ciascuno di noi soccombe alla tentazione del pontificare, ogni volta che pensiamo che le nostre riflessioni ci possano portare ad una veritÃ  assoluta.
Fortunatamente esiste un antidoto potente, efficacissimo: lâ€™autoironia. Ridere di se stessi fa bene, alla mente, al cuore, allo spirito e alla salute.]]></description>
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		<item>
			<title>Equilibri dinamici, ma equilibri, per favore</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/equilibri_dinamici_ma_equilibri_per_favore_2430362.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Equilibri dinamici, ma equilibri, per favore</strong><br />Ci avviciniamo allâ€™8 marzo, Festa della donna, e sappiamo giÃ  che assisteremo ad un proliferare di articoli, statistiche e dotte considerazioni sul ruolo e lâ€™importanza della donna nella nostra societÃ , e su come siamo ancora ben lontani dalla paritÃ  di genere.
In Italia, poi, la situazione Ã¨ ancora piÃ¹ grave.
Câ€™Ã¨ perÃ² anche un altro â€œfiloneâ€, in controtendenza, o forse complementare. Ultimamente sono usciti molti articoli, molto seri, che dimostrano e testimoniano come il contributo femminile sia fondamentale, ad esempio, per far funzionare efficacemente i gruppi di lavoro. Poi troviamo non pochi racconti umoristici sulla superioritÃ  femminile. Umoristici, ma forse non tanto, considerando con quanta passione noi donne li condividiamo sui nostri profili FB e quanto Ã¨, invece, amarognola la risata dei nostri compagni.
E poi â€¦ câ€™Ã¨ la matriarca. La matriarca Ã¨ una figura emblematica, archetipica, utilizzata in una tecnica di counselling (il Voice dialogue): una tecnica (o forse dovrei dire una specie di filosofia) che consente di studiare e armonizzare i nostri pezzi e frammenti interiori per raggiungere unâ€™armonia interiore e nella nostra vita. Un metodo affascinante, e molto efficace. La matriarca domina, ingombra, inibisce, comanda. Soprattutto manipola. GiÃ , perchÃ© talvolta il femminile, quando non puÃ² esprimersi liberamente, diventa manipolazione occulta, potente.
Non Ã¨ tutto bello e buono. Questo femminile non Ã¨ tutto rose e fiori, nonostante le tonnellate di mimosa che verranno vendute lâ€™8 marzo.
Forse Ã¨ il momento di cercare e perseguire qualcosa di diverso: lâ€™equilibrio e lâ€™armonia.
Ben vengano le campagne contro la violenza sulle donne. Ben venga anche un poâ€™ di attenzione sulle discriminazioni di genere in ambiente di lavoro.
Ma non fermiamoci qui!
Combattiamo le diseguaglianze, ma perseguiamo lâ€™equilibrio. Un ambiente di lavoro diventa piacevole, efficace ed efficiente se câ€™Ã¨ equilibrio, possibilmente dinamico, tra valori ed energie maschili e femminili: dove câ€™Ã¨ squilibrio ed eccesso si nasconde il fallimento.
E a maggior ragione questo concetto vale per ciascuno di noi. Accettiamo il rischio dellâ€™equilibrio: mono solido della staticitÃ , ma tanto piÃ¹ piacevole, vincente e produttivo!]]></description>
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		<item>
			<title>Condividere</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/condividere_2430363.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Condividere</strong><br />La domanda Ã¨ chiaramente retorica: Ã¨ ovvio che lâ€™energia femminile e lâ€™energia maschile hanno polaritÃ  anche nel valore del condividere.
Ãˆ molto piÃ¹ difficile, perÃ², identificare le differenze senza farci fuorviare da esempi e differenze tra umani maschi e femmine. GiÃ , perchÃ© al concetto di condividere inteso come mettere in comune qualcosa si tende ad associare concetti come quello di egoismo e altruismo, bontÃ  o cattiveria. E se inquiniamo il condividere, magari inserendo nelle nostre elucubrazioni ricordi di individui con cui siamo venuti a contatto, ci sono davvero scarsissime differenze tra machi e femmine.
Tutta la specie umana, indipendentemente dal sesso, sa essere profondamente generosa e altrettanto profondamente â€¦ stronza.
Eppure, almeno idealmente, delle differenze ci devono essere, altrimenti perdiamo il concetto stesso di yin e yang. Io credo che i due poli siano il condividere a beneficio dellâ€™intera comunitÃ , del gruppo, contrapposto al condividere per il bene di ogni singolo individuo. Non câ€™Ã¨ un vero contrasto: ciascuna delle due modalitÃ  Ã¨ positiva e comporta un vantaggio, ma possiamo pensare ad un bosco come un gruppo di albero o a come tanti singoli alberi collegati tra loro.
Ritengo che lâ€™energia maschile sia deputata al benessere del gruppo, mentre lâ€™energia femminile distingue ogni singolo elemento: il maschile privilegia la complessitÃ  dellâ€™insieme, laddove il femminile esamina il dettaglio del singolo.
Ciascuna delle due modalitÃ  ha dei benefici e dei limiti. Non possiamo raggiungere il bene comune se anche solo un frammento viene trascurato o sacrificato, ma non possiamo neanche perseguire il bene dei singoli senza pensare lâ€™effetto che avrÃ  sullâ€™insieme.
Pensare sia al singolo albero che allâ€™intera foresta Ã¨ una delle metafore che rappresenta il pensiero sistemico, di cui parlo spesso. Ecco dunque che lâ€™unione tra condivisione maschile e femminile diventa un tutto equilibrato e completo.]]></description>
			<guid isPermaLink="false">http://www.www.chingecoaching.it/1/condividere_2430363.html</guid>		</item>
		<item>
			<title>Gli archetipi del femminino</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/gli_archetipi_del_femminino_2430364.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Gli archetipi del femminino</strong><br />Dobbiamo a Jung le prime teorie sugli archetipi. Da allora abbiamo fatto parecchia strada e oggi gli archetipi sono strumenti utilizzati nella conoscenza e nella crescita personale, con fantastici risultati.Â Â 
Per conoscere e lavorare con gli archetipi delle energie femminile ci sono diversi percorsi, tutti potenzialmente utili.
Possiamo rivolgerci ai Tarocchi, dove le caratteristiche della Papessa sono molto diverse da quelle dellâ€™Imperatrice e ancora da un arcano maggiore tipico del potere femminile: la Luna.
Possiamo conoscere le Dee, a partire da Era (Giunone), Atena, Venere, o molte altre, conosciute come dee minori ma utilissime per segmentare meglio le energie.
Possiamo anche lavorare con le parti tipicamente femminili attraverso il Voice Dialogue, imparando ad esempio a conoscere la matriarca.
O possiamo esercitarci con ruoli â€œattualiâ€: la madre, la figlia, la moglie, lâ€™amante, la prostituta, lâ€™angelo del focolare, â€¦
Ciascuno, uomo o donna, puÃ² trovare il percorso archetipico che gli Ã¨ piÃ¹ congeniale, e non Ã¨ difficile trovare corsi che offrono una guida.]]></description>
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			<title>Giustizia e comprensione</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/giustizia_e_comprensione_2430365.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Giustizia e comprensione</strong><br />Per me la giustizia Ã¨ uno dei valori fondamentali. La giustizia Ã¨ ritenuta un valoro maschile, e lâ€™ho sempre vista, nella mia immaginazione, come la figura dei tarocchi: seria, con la bilancia in una mano e la spada nellâ€™altra, piena di razionalitÃ .
Certo, mi Ã¨ sempre stato chiaro che la giustizia senza comprensione Ã¨ violenza glaciale, ma la comprensione senza giustizia Ã¨ noncuranza, perÃ² per me la giustizia continua ad avere quella lama della spada ben affilata.
Ora, in questi giorni, sta rivedendo il mio libro sullâ€™I Ching, nella speranza di riuscire a completarlo visto che Ã¨ rimasto fermo per i lunghi mesi della chemio e della radioterapia. Sono molti gli esagrammi che parlano di giustizia: certezza della pena, severitÃ , processi civili e processi penali.
Poi câ€™Ã¨ il sessantunesimo esagramma: la VeracitÃ  intrinseca. Ãˆ un esagramma affascinante, molto positivo, dedicato a quella particolare condizione in cui si Ã¨ totalmente connessi con lâ€™universo e quindi si riesce ad ascoltare con la massima profonditÃ . Chi raggiunge questo stadio di interioritÃ  Ã¨ in grado di influenzare anche le persone piÃ¹ restii, piÃ¹ distanti dalla spiritualitÃ : quel profondo carisma che si trova in persone come Nelson Mandela, Martin Luther King, Madre Teresa, â€¦
Anche questo esagramma parla di giustizia. E afferma che la forma piÃ¹ alta e completa di giustizia Ã¨ la sospensione dei processi capitali. Non si tratta solo di essere contrari alla pena di morte, perchÃ© anche questo potrebbe diventare solo unâ€™abitudine e un preconcetto vuoto da ogni significato profondo.
Si afferma, invece, che la massima giustizia Ã¨ raggiungere una tale comprensione del criminale da riuscire a toccare il suo cuore, la parte piÃ¹ profonda del suo animo e della sua coscienza, riconducendolo alla retta via.
Non si tratta, dunque, di trovare un equilibrio tra giustizia e comprensione, ma di vivere la comprensione come massimo strumento di giustizia, quella vera, che porta alla redenzione.
Direi che câ€™Ã¨ molto da riflettere.]]></description>
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			<title>PerchÃ© prestare attenzione alle energie femminili</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/perche_prestare_attenzione_alle_energie_femminili_2527091.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>PerchÃ© prestare attenzione alle energie femminili</strong><br />Mi Ã¨ difficile affidarmi ai segnali, alle visioni del futuro che si leggono spesso: sono troppo razionale per farlo ed ho unâ€™educazione di matrice prettamente scientifica.
Non chiedetemi dunque di segnali dallo spazio, congiunzioni astrali, mutamenti epocali â€¦
Tuttavia il futuro Ã¨ interessante: Ã¨ lÃ¬ che passeremo la nostra vita.
La mia impressione, espressa piÃ¹ volte, Ã¨ che viviamo in unâ€™epoca di eccessi del maschile, e non faccio riferimento solo alla societÃ  maschilista. Tuttavia quando lâ€™eccesso diventa ingombrante, dannoso, Ã¨ lâ€™universo stesso che in qualche modo invita a porre rimedio.
Oggi la nostra societÃ  Ã¨ povera di valori ed energie femminili
Troppa azione, poca introspezione si sono tradotti in iperattivitÃ , stress, troppo idealismo, poca empatia sono diventati intolleranza, fanatismo, troppi bisogni materiali, troppa tecnologia a scapito dei bisogni interiori, troppa concretezza a scapito della reale innovazione, â€¦
Scarsa immaginazione, compassione, partecipazione.
Eppure, parallelamente, alcuni studi evidenziano come il femminile sia essenziale per quel team working auspicato da ogni azienda, poichÃ© servono comprensione, inclusione, empatia.
Ãˆ altrettanto evidente che molti modelli di business e di societÃ  sono ormai obsoleti e serve una reale innovazione. Se andiamo in profonditÃ , risulta evidente che le attuali vittorie del machismo a cui assistiamo non sono altro che gli ultimi rigurgiti difensivi prima che ogni individuo, e la societÃ  intera, trovino modelli di convivenza e sviluppo che permettano la costruzione del mondo che sarÃ . Lâ€™alternativa Ã¨ lâ€™autodistruzione, e credo non la auspichi nessuno.]]></description>
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			<title>FemminilitÃ  interiore ed esteriore</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/femminilita_interiore_ed_esteriore_2430378.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>FemminilitÃ  interiore ed esteriore</strong><br />Ancora una volta sconfino tra i valori del femminile e il concetto di femminile legato allâ€™essere donna: per quanto i parametri e i confini siano ben determinati, spesso passare da uno allâ€™altro Ã¨ spontaneo, e ne chiedo perdono. Oggi, perÃ², il tema Ã¨ decisamente importante.
Lo scorso anno sono stata operata di cancro al seno, con ablazione totale del seno destro, e poche settimane fa ho fatto lâ€™operazione di ricostruzione: due momenti che, oltre ad avermi fatto riflettere, mi hanno messo di fronte a diverse donne e a tante opinioni, spesso discordanti tra loro.
Alcune realtÃ  mi hanno lasciato abbastanza stupita.
Io sono stata operata in Emilia Romagna e il Servizio Sanitario Nazionale mette a disposizione anche uno psicologo (spero lo facciano ovunque, ma non ne sono sicura). Concordo pienamente: io mi sono appoggiata sia ad uno psicologo che ad un counsellor. CiÃ² su cui ho rilevato controversie Ã¨ il motivo per avere il supporto di uno psicologo.
Per me i motivi sono stati numerosi: la paura di morire, il bisogno di affrontare il dolore, il desiderio di risolvere alcuni nodi della mia vita, trovare il modo migliore per approcciarmi al cambiamento, anche di relazioni interpersonali. Mai, perÃ², mi Ã¨ venuto in mente di considerare lâ€™ablazione di un seno come una minaccia alla mia femminilitÃ . Eppure sembra essere un pensiero, e un problema, piuttosto comune e molto sentito da alcune donne.
Ora ho vissuto la ricostruzione (che, Ã¨ bene sapere, Ã¨ davvero dolorosa) come la chiusura di un periodo e una manifestazione anche esteriore di rientro verso la vita attiva. Ma non mi sento piÃ¹ donna perchÃ© ho nuovamente due tette, nÃ© mi sento piÃ¹ â€œa mio agioâ€ perchÃ© ho nuovamente i seni privi di cedimenti strutturali, come a ventâ€™anni.
Eppure, anche in questa situazione, mi sono sentita una voce fuori dal coro.
Forse tutto ciÃ² Ã¨ perchÃ© non sono mai stata bella, e ho sempre dovuto contare piÃ¹ su una seduttivitÃ  mentale che sullâ€™aspetto estetico â€¦
Ãˆ pur vero che anche i maschietti hanno i loro bei problemi con la tartaruga o le misurazioni delle parti basse, e so che anche loro si sentono spesso minacciati da operazioni che riguardano la prostata â€¦
Tuttavia credo che la femminilitÃ , come la mascolinitÃ , abbiano ben poco a che fare con ossa, muscoli o organi riproduttivi.]]></description>
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			<title>Management e Leadership</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/management_e_leadership_2430381.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Management e Leadership</strong><br />Forse Ã¨ presto per parlare di rivoluzione, ma un cambiamento sta avvenendo e se ne vedono sempre piÃ¹ segnali. Fino a poco fa, i richiami allâ€™importanza delle energie e dei valori femminili erano quasi sempre in relazione al benessere personale, allo sviluppo dellâ€™armonia individuale. A volte, ma giÃ  era piÃ¹ raro, si trovavano richiami sullâ€™importanza del femminile per lâ€™armonia della societÃ  e il benessere della comunitÃ , o dellâ€™umanitÃ  intera.
Ora sto leggendo, sempre piÃ¹ frequentemente, articoli sullâ€™importanza dei valori femminili per lo sviluppo dellâ€™economia, per il successo delle aziende, per una leadership vincente.
Qualcosa sta cambiando.
Ãˆ stato dimostrato, da autorevoli economisti, guru del management, sociologhi, â€¦ che le aziende con donne in posizioni di vertice hanno un maggiore sviluppo, a patto che le donne sappiano portare un cambiamento sostanziale nella gestione dellâ€™azienda. Non si tratta di quote rosa di genere, ma di apporto di valori femminili.
Ãˆ dimostrato che i team vincenti sanno accedere ad energie femminili, fondamentali per lâ€™equilibrio, la comprensione, la partecipazione.
Sono anche state fatte analisi sui valori fondamentali per lâ€™ottimizzazione della leadership e, sorpresa, si tratta molto spesso di valori femminili.
In pratica lâ€™attenzione ai valori femminili ha fatto, negli ultimi ventâ€™anni, enormi passi avanti, decisamente maggiori di quelli fatti dalla paritÃ  di genere o del rispetto della donna.]]></description>
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			<title>Lâ&amp;euro;™I Ching e il principio femminile</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/l_i_ching_e_il_principio_femminile_2430382.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Lâ€™I Ching e il principio femminile</strong><br />Lâ€™I Ching Ã¨ ovviamente intriso di antica cultura cinese: la donna Ã¨ sottomessa e, pur avendo precise funzioni nellâ€™andamento della casa e nel creare il benessere della famiglia, rimane un figura molto lontana e spesso inaccettabile per una donna europea dei giorni nostri.
Fortunatamente Ã¨ possibile andare oltre la superficie!
Fermiamoci, almeno per ora, al secondo esagramma, KKUNN - Il ricettivo, che rappresenta il principio femminile. Ora siamo nel mondo degli archetipi, delle energie, e non si tratta piÃ¹ di ruolo o funzione della donna, ma di quellâ€™energia femminile che, in maniera personale e variabile, pervade ogni essere umano, uomo o donna.
Nel secondo esagramma il femminile viene definito come ciÃ² che si contrappone e completa il principio maschile. Il femminile Ã¨ la madre terra, come in molte culture, laddove il maschile Ã¨ invece il cielo. La terra Ã¨ accogliente, docile, sensibile e arrendevole. Lâ€™importanza della terra Ã¨ pari a quella del cielo, ma non la posizione poichÃ© Ã¨ la terra stessa che sceglie di seguire: non passiva obbedienza, ma libera arrendevolezza.
Nonostante tutto, ho avuto parecchie remore nello studiare il secondo esagramma poichÃ©, come spesso accade, Ã¨ difficile scindere tra lâ€™essere donna e il concetto di energia femminile.
Eppure, se il maschile Ã¨ il mondo esterno, il femminile Ã¨ quello interiore. Se il maschile Ã¨ azione, il femminile Ã¨ accettazione, accoglienza. E, come ho scritto nel mio libro VolontÃ  e destino, lâ€™I Ching come mentore nella vita quotidiana a proposito del secondo esagramma,
â€œMi Ã¨ stato davvero difficile comprendere e, soprattutto, accettare questo esagramma: lâ€™arrendevolezza placida non mi Ã¨ particolarmente congeniale e il totale abbandono ad una guida mi riesce piuttosto ostico.
Ho potuto abbracciare questo esagramma quando, dalle relazioni umane, mi sono spostata su un diverso piano: quello del destino. Ci sono momenti, nella vita, in cui si possono stabilire e perseguire mete, obiettivi, direzioni. Ci sono invece momenti in cui ci si limita ad accogliere ciÃ² che accade, mantenendo lâ€™intima certezza che qualunque cosa accada Ã¨ â€œquella giustaâ€, saremo in grado di cogliere il positivo e imparare dal negativo.â€
E, dopo aver accolto e accettato, segue lâ€™azione, lâ€™esecuzione operativa del compito.
CosÃ¬ femminile e maschile, accettazione e azione, si susseguono in un ciclo infinito.]]></description>
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			<title>Femminicidio e valori femminili</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/femminicidio_e_valori_femminili_2430384.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Femminicidio e valori femminili</strong><br />Continua la strage. Ma, forse, il verbo continuare non Ã¨ adeguato, poichÃ© la strage aumenta, accelera, si intensifica giorno dopo giorno.
Se ne parla, se ne scrive, si cercano colpe. Ne parlo anchâ€™io, non posso farne a meno, innanzi tutto condividendo uan farse che ho letto, e chiedo scusa se non ricordo la fonte.
Il termine femminicidio non va dimenticato, o cancellato, o sostituito, poichÃ© caratterizza lâ€™uccisione di una donna da parte del partner o di stretti familiari. Se una donna muore in una strage, o viene uccisa per rapina, Ã¨ omicidio, ma se viene uccisa perchÃ© Ã¨ o Ã¨ stata la compagna, la moglie o la figlia o la sorella di qualcuno, allora Ã¨ diverso, allora Ã¨ femminicidio.
Avviene perchÃ© â€¦ per rabbia, paura, educazione sbagliata â€¦ mettiamoci pure tutto. 
Avviene perchÃ© siamo alla fin di unâ€™epoca di prevalenza di valori esclusivamente maschili, e la fine delle epoche Ã¨ sempre caratterizzata da un incremento di violenza. Avviene perchÃ© la nostra societÃ  liquida non sa offrire punti fermi, e gestire la mancanza di certezze richiede coraggio, mentre gli assassini sono caratterizzati da vigliaccheria.
Non si fermerÃ  in tempi brevi. 
Serve cultura ed educazione per fermare il femminicidio, e consapevolezza. Cultura nellâ€™intera societÃ , educazione da parte delle madri e dei padri. Consapevolezza anche nelle donne.
Mulan e ShahrazÄd, principesse che sanno essere consapevoli e indipendenti, senza negare lâ€™amore, dovranno sostituire Cenerentola e Biancaneve, e il sogno del Principe azzurro. 
Riusciremo a fermare le stragi? 
Non lo so, vivo a giorni alterni. Una donna uccisa dal compagno, un omosessuale ucciso perchÃ© esiste, un emigrante che muore e diventa un numero, una percentuale, un bambino schiavo del lavoro per sopravvivere. A volte Ã¨ difficile sperare. Ma â€¦ lâ€™unica soluzione Ã¨ non mollare, giorno per giorno.]]></description>
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			<title>Da donna a donna</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/da_donna_a_donna_3267344.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Da donna a donna</strong><br />Ogni famiglia ha linguaggi, storie, racconti, che creano un legame molto forte con gli antenati. Le mie storie, i miei aneddoti di famiglia, sono tutti al femminile, e mi hanno trasmesso messaggi di donne forti, coraggiose, autonome. Le sento tutte qui, con me, a sostenermi nel momento del bisogno, ad indicarmi la via.
Comincio dalla bisnonna, contadina discretamente benestante, e i racconti che ho assimilato parlano di anni a cavallo tra lâ€™800 e gli anni â€™30 del â€˜900. Lei, la mia bisnonna, ha avuto undici figli, come si usava in campagna. Sapeva leggere, e giÃ  questa era una raritÃ . Amava leggere, e ciÃ² era ancora piÃ¹ raro. Fece in modo che il piÃ¹ giovane dei suoi figli andasse allâ€™universitÃ : di piÃ¹ non poteva fare per i figli. Ma, si racconta in famiglia, trasmise ordini e desideri alla generazione successiva, imponendo ai nipoti nomi tratti dai libri (e questa, forse, non fu una grande idea, ma in Romagna i nomi strani abbondano, cosÃ¬ persino quelli scelti da lei passarono abbastanza inosservati) e obbligÃ² i nipoti a studiare, cosÃ¬ che la generazione di mia madre, delle sue sorelle e dei suoi cugini era totalmente laureata o almeno con un diploma delle superiori. Considerando che la piÃ¹ giovane dei cugini Ã¨ nata negli anni â€™40, non Ã¨ stato un risultato da poco. E nelle sue decisioni non fece alcuna differenza tra maschi e femmine!
Â 
La mia nonna paterna era un tipetto tosto. La famiglia era molto povera, e lâ€™essere contadini in montagna non aiutava a creare possibilitÃ  di miglioramento. Si impose al marito, decidendo il trasferimento in cittÃ , aprÃ¬ un ristorante e diede la possibilitÃ  ai figli di migliorare le condizioni, e diandare allâ€™universitÃ .

Lâ€™altra nonna, quella materna, si sposÃ² incinta. Non era raro in campagna, ma era raro che venisse dichiarato, raccontato. Si guadagnÃ² il rispetto di una suocera dispotica. Quando lasciai il fidanzato avevo paura a dirglielo: temevo mi rammentasse che una donna deve sposarsi, fare figliâ€¦ Lei non fece una piega. Mi dispiace non aver potuto, parecchi anni dopo, presentarle colui che oggi Ã¨ mio marito, ma mi sono sposata il giorno del suo compleanno: un modo come un altro di sentirla vicino.

Mia madre, cattolica convinta, fece promettere a mio padre di non mandarci mai a scuola dalle suore. Lei aveva sperimentato in prima persona quanto le convinzioni possono diventare pregiudizi e creare limiti e traumi nelle bambine. Stava per morire, e ricordÃ² a mio padre che ci voleva forti e libere.
Â 
Queste sono le donne che mi hanno preceduto, le cui storie mi hanno forgiato. Grazie.]]></description>
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		<item>
			<title>Per farci largo in un mondo maschile</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/per_farci_largo_in_un_mondo_maschile_2870805.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Per farci largo in un mondo maschile</strong><br />Sono nata dando per scontato la paritÃ  tra uomo e donna: non che ci fosse, ma alcune grandi battaglie erano giÃ  vinte.
Sono cresciuta considerando ovvio il diritto di voto per le donne, dando per scontato il diritto di studio paritetico (potevamo giÃ  accedere ad ogni scuola pubblica) e anche la rivoluzione sessuale, grazie alle donne che hanno fatto il â€™68, non era piÃ¹ un tabÃ¹.
Forse pensavamo di aver vinto.
Invece la guerra, quella vera, era appena cominciata e non solo non lâ€™abbiamo vinta ed Ã¨ ancora in corso, ma per peggiorare comincio a pensare che parte della guerra fosse confusa e imprecisa. Non certo sbagliata, ma confusa e imprecisa.
Il XX secolo, quello concluso da poco, Ã¨ stato il secolo delle grandi battaglie anche femminili e il secolo della tecnologia. Lâ€™umanesimo era decisamente sottovalutato.
Abbiamo combattuto per il diritto di avere spazio in un mondo maschile. Certo, era lâ€™unica via percorribile visto che la vera liberazione femminile Ã¨ iniziata quando le donne hanno preso il posto degli uomini in fabbrica durante la guerra. Era una via quasi obbligata, ma abbiamo pagato un caro prezzo.
SÃ¬, perchÃ© per farci largo in un mondo maschile abbiamo accettato che i valori da perseguire fossero quelli maschili.
Quel tempo Ã¨ passato.
Ora, e mi verrebbe da dire finalmente, lâ€™umanitÃ  intera sta realizzando che portare allâ€™eccesso le energie maschili danneggia tutti, senza distinzioni, ed Ã¨ iniziato il recupero delle energie e dei valori femminili.
No, non câ€™Ã¨ nulla da rimpiangere o recriminare. Câ€™Ã¨ solo da continuare, proseguire. Non piÃ¹ una guerra, non piÃ¹.
Ãˆ tempo di ricerca di equilibrio e armonia.]]></description>
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			<title>La curiositÃ  Ã¨ donna?</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/la_curiosita_e_donna_2829607.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>La curiositÃ  Ã¨ donna?</strong><br />Vivendo da anni a stretto contatto con diversi gatti, trovo assolutamente affascinante il loro essere curiosi e attenti, decisamente piÃ¹ di molti umani. La curiositÃ  Ã¨ un istinto proprio dellâ€™essere umano e di molti animali, dunque non credo che abbia genere.
Eppure la mia domanda iniziale nasce da un fenomeno piuttosto comune e molto noto, che perÃ² sta mostrando parecchi segnali di evoluzione che, secondo me, sono positivi.
Mi spiego meglio.
Provate ad andare a teatro e, ancor piÃ¹, osservate i corsi di crescita personale, o i siti in cui se ne parla.
Il pubblico Ã¨, fondamentalmente, femminile. Sono le donne che riempiono i teatri, i cineforum, sono le donne la maggioranza degli iscritti a corsi di vari argomenti correlati al benessere. Argomenti in cui, perÃ², molto spesso i docenti sono uomini. O, meglio, i guru sono quasi sempre uomini.
Non so se le donne partecipino per curiositÃ . Forse Ã¨ una forma di ricerca, eppure anche la ricerca fa parte della curiositÃ . Non so se gli uomini partecipino meno per carenza di curiositÃ , eccesso di sicurezze, pigrizia â€¦
Sono, perÃ², abbastanza certa che il mettersi in discussione sia piÃ¹ frequente nel mondo femminile, spesso rischiando di darsi martellate sui calli o annichilirsi nella lamentazione fino a quando non si trovano risposte esterne, date dal guru (maschio) che valgono per qualche tempo â€¦ poi si ricomincia.
Sono anche abbastanza certa che ci sia unâ€™evoluzione del fenomeno: il numero degli uomini che si affacciano al mondo della ricerca e dellâ€™approfondimento della crescita personale Ã¨ in costante aumento. Sintomo di crisi dei valori prettamente maschili, forse, o piÃ¹ probabilmente sintomo di quel bisogno di integrazione di elementi del femminile nella nostra societÃ  che per troppi secoli li ha negletti.]]></description>
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		<item>
			<title>Prendersi cura</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/prendersi_cura_2781490.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Prendersi cura</strong><br />Quando penso ai valori del femminile uno dei primi che mi viene in mente Ã¨ la capacitÃ  di prendersi cura. Non Ã¨ un valore unico, ma un mix: prendersi cura dei dettagli, delle cose, delle persone e anche di sÃ© stessi.
Nel mio immaginario il prendersi cura Ã¨ attenzione agli altri, dolcezza e gentilezza.
E nel mio immaginario questa Ã¨ una caratteristica del femminile.
La realtÃ  Ã¨ piuttosto diversa, molto piÃ¹ variegata e credo sia anche molto piÃ¹ difficile attribuire la caratteristica del prendersi cura al femminile o al maschile, e non solo perchÃ© conosco donne profondamente egoiste e incapaci di prendersi cura di alcunchÃ© e uomini meravigliosamente attenti e amorevoli.
Anche guardando gli archetipi non si trova una soluzione: dei e dee avevano, o non avevano, la capacitÃ  di prendersi cura in misura paritetica.
E anche il Voice Dialogue, una bella e utile tecnica di counselling, propone aspetti del maschile e del femminile attenti, gentili e capaci di prendersi cura o antipatici, fagocitanti, ingombranti e dannosi.
Non vedo via dâ€™uscita: non riesco ad attribuire questa caratteristica allâ€™uno o allâ€™altro dei poli.
Ma rimane una bellissima caratteristica, di cui siamo un poâ€™ carenti.
Cosa ne pensate?]]></description>
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		<item>
			<title>Lâ&amp;euro;™amore al femminile</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/l_amore_al_femminile_3266098.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Lâ€™amore al femminile</strong><br />Esiste, certo che esiste, un modo di amare che si basa su energie femminili! Anzi, direi che ogni amore ha una componente di energie femminili, e tutto ciÃ² non ha davvero poco a che vedere con lâ€™uomo o la donna.
Le energie femminili portano nella relazione accoglienza incondizionata, ascolto (dellâ€™altro e di sÃ©), attenzione ai dettagli, capacitÃ  di donare, empatia, comprensione, compassioneâ€¦
Le energie maschili portano alla relazione autonomia, fiducia in se stessi, apertura al mondo, azione, visione di insieme, forzaâ€¦
Ed ecco il punto: per una relazione felice, equilibrata e duratura servono entrambe e serve anche la dinamicitÃ  dellâ€™equilibrio tra le due energie. Ogni relazione, infatti, si sviluppa, cresce, cambia nel tempo, ed Ã¨ come un terzo elemento della coppia: vive di vita propria.
Poco importa se le energie femminili vengono portate dal contributo della donna o dellâ€™uomo, ed Ã¨ altrettanto poco significativo se le energie maschili della coppia sono il contributo dellâ€™uomo o della donna.
Ma câ€™Ã¨ di piÃ¹, secondo me.
In una coppia che funziona ciascuno dei due componenti gestisce con un equilibrio dinamico le proprie energie femminili e maschili, il che significa che sta bene con sÃ© e sceglie di stare in coppia. Per dirla in maniera semplice: Ho bisogno di te perchÃ© ti amo e non Ti amo perchÃ© ho bisogno di te.
Il lunghissimo periodo di vicinanza prolungata e forzata che stiamo vivendo ha portato alla luce moltissimi problemi della coppia, aggravati dal fatto che piÃ¹ o meno tutti viviamo una condizione di stress prolungato. E allora puÃ² esplodere lâ€™eccesso di maschile: la forza e il bisogno di possesso, o puÃ² esplodere lâ€™eccesso di femminile: debolezza, egoismo, continuo bisogno di rassicurazioni.
Per questo San Valentino preoccupiamoci meno di fiori e cioccolatini, e un poâ€™ di piÃ¹ di manutenzione della coppia, magari facendoci ispirare da Cocciante: se stiamo insieme ci sarÃ  un perchÃ©, e vorrei scoprirlo staseraâ€¦]]></description>
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		<item>
			<title>Solo i cretini fanno confusione</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/solo_i_cretini_fanno_confusione_3270128.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Solo i cretini fanno confusione</strong><br />Lâ€™universo Ã¨ fatto di polaritÃ  opposte, inseparabili e complementari: non possono esistere lâ€™una senza lâ€™altra, ciascuna contiene un elemento dellâ€™altra, e lâ€™armonia Ã¨ la comprensione e lâ€™equilibrio.
Lâ€™essere umano ha definito una di queste polaritÃ  maschile e femminile, partendo dallâ€™esistenza dei due generi maschio e femmina, ed estendendolo alle energie.
Ãˆ una chiara inadeguatezza di linguaggio, che per i cretini diventa confusione di ruoli.
Energie femminili sono accoglienza, ascolto, comprensione, prendersi cura, dolcezza, â€¦ mentre quelle maschili sono forza, protezione, azione, controlloâ€¦
Elenco quanto mai incompleto, ma dÃ  comunque unâ€™idea.
Un persona sana ha un suo equilibrio nello sviluppo delle energie maschili e femminili, che non dipende certo dai suoi cromosomi. E, per favore, non cominciamo ad appellarci al mondo animale per giustificare quelli che sono solo pregiudizi.
Lâ€™accoglienza Ã¨ energia femminile. Ora prendete in casa un paio di gatti maschi: troveranno modo di convivere, salvo rare eccezioni. Poi portate in casa una femmina. I due maschi saranno diffidenti, ovviamente, allâ€™inizio, ma poi faranno spazio alla nuova arrivata: ne sono testimone io stessa. I maschi accolgono i nuovi arrivati. Poi provate a fare il contrario: portare un nuovo gatto in una casa dove ci sono gatte femmine, e buona fortuna! L&#039;accoglienza rimane un&#039;energia femminile, le gatte femmine se ne fregano e difendono il territorio.Â 
Certo che ci sono, e per fortuna, differenze tra uomo e donna, ma cercare di giustificare o dare un senso ai pregiudizi o alle convinzioni radicate Ã¨ una stupidaggine, o Ã¨ malafede.
Se sapremo uscire da vincoli e catene inadeguate allo sviluppo della nostra armonia potremo portare benessere e armonia nel mondo. Con buona pace anche dei cretini.]]></description>
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		<item>
			<title>Il prendersi cura Ã¨ donna</title>
			<link>http://www.www.chingecoaching.it/1/il_prendersi_cura_e_donna_3279143.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Il prendersi cura Ã¨ donna</strong><br />Stanno pubblicando statistiche e dati aggiornati

durante tutto il periodo della pandemia il prendersi cura Ã¨ stata unâ€™attivitÃ  quasi totalmente a carico delle donne
lâ€™attenzione al mondo del caregive sta aumentando, ed Ã¨ un mondo prevalentemente femminile

Nella nostra societÃ  si dÃ  quasi per scontato che siano le mamme a seguire i figli, anche quando erano in DAD, che siano le figlie femmine a seguire i genitori anziani e, se non ci sono figlie femmine, sarÃ  compito delle nuore.
Un uomo che si prende cura di genitori, figli, magari problematici, o di una moglie malata viene visto come un eroe, ottiene conforto, stima, aiuto, comprensione.
Una donna che fa le stesse coseâ€¦ fa il suo dovere.
Le realtÃ  descritte sono molto piÃ¹ accentuate in Italia rispetto ad altri Paesi, anche perchÃ© in Italia Ã¨ piÃ¹ ridotta la percentuale di donne che lavorano e gli stipendi femminili, a paritÃ  di mansioni, sono nettamente piÃ¹ bassi, e quindi piÃ¹ sacrificabili nellâ€™economia familiare.
Io non ho soluzioni, ma credo sia opportuno ricordare sempre questo stato di cose e, ogni volta che Ã¨ possibile, dare una spinta, per quanto piccola, per modificarlo!]]></description>
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