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Cosa scuote il terremoto?

Cosa scuote il terremoto? - Ching & Coaching

Cercate di capirmi, sono romagnola e sento il bisogno di parlare del terremoto che sta dilaniando l'Emilia.

 

Il terremoto scuote sicuramente la terra, ma c’è molto di più. E gli effetti del terremoto sono ben più devastanti di quanto appaia visivamente: noi vediamo le case, le strade, il patrimonio artistico, ma non riusciamo a vedere le  lacerazioni che il terremoto lascia nell’anima delle persone.

Per me, e migliaia di persone cresciute, come me, nella pianura padana, questo terremoto ha avuto un doppio effetto: il crollo di una convinzione.

Sono nata e cresciuta a Forlì, nota da sempre some zona sismica. Mia sorella vive vicino a Faenza, e con il terremoto ci si convive. Ma ci è stato detto, fin da quando eravamo bambine, che il terremoto non provoca gravi danni nella pianura padana, grazie alla situazione geologica. Ben diversa, invece, è la situazione del nostro Appennino: basta andare a pochi chilometri, verso la collina, e si trovano paesi pesantemente danneggiati da terremoti che mio padre ricordava. Non erano semplici racconti fatti per tranquillizzarci quando eravamo bambine: mio padre conosceva bene la materia (nel '75 scrisse un libro di testo di geografia astronomica e geologia per l’ultimo anno dei licei italiani). E i comportamenti di mio padre, durante tutta la nostra infanzia, confermavano questa convinzione: se sentivamo il terremoto a Forlì ci diceva semplicemente “è il terremoto. Tornate a dormire” ma se eravamo in vacanza dagli zii in Umbria era lui stesso a svegliarci e farci uscire di casa.

Le prime volte che mio marito è venuto a conoscere la mia famiglia era stupito della calma che, tutti, dimostravamo durante i terremoti, e più volte a Milano ho fatto la figura del manager con i nervi saldi semplicemente perché non fuggivo durante un terremoto.

Anche se normalmente so affrontare le emergenze, in quei casi non si trattava di una particolare qualità caratteriale da parte mia, ma di una radicata e utile convinzione: il terremoto in pianura padana non fa danni. E la convinzione è stata totalmente abbattuta dal terremoto di queste settimane.

È facile capire che per coloro che subiscono danni è un lutto, e come tale ha bisogno di tutte le energie e i passaggi necessari per l’elaborazione del lutto.

Esprimendo lo stesso concetto in altri termini possiamo dire che con il terremoto inizia “un viaggio dell’eroe”, una gestione di esperienza difficile (chiamata drago), che passa necessariamente attraverso sei fasi distinte:

  1. l’innocente, inconsapevole del drago stesso
  2. l’orfano, che ha conosciuto il drago e ne è devastato, ma ne è stupito, e quindi ancora inconsapevole della propria sofferenza
  3. il martire, che soffre le conseguenze del drago, è consapevole del proprio dolore e si chiede il perché del drago stesso
  4. il viandante, che decide di uscire dal ruolo di martire fuggendo dal drago stesso, ma consapevole che dovrà tornare ad affrontarlo e quindi fa della sua fuga una ricerca di armi adeguate
  5. il guerriero, che ha raccolto le armi e imparato ad usarle, ed è pronto ad affrontare il drago
  6. il mago, talmente  forte e rafforzato dalla sua esperienza che non vuole neanche più combattere un drago che è sicuro di vincere, e lo trasforma in risorsa, e dal drago trae un se stesso migliore per il futuro.

Vedo oggi gli emiliani trasformati in orfani, li vedo diventare martiri giorno per giorno, schiacciati da centinaia di scosse. Li vedo (e mi vedo) frastornati da avvenimenti e notizie angoscianti: apertura di nuove faglie, terreno innalzato di oltre 10 centimetri, voragini improvvise. Spero che loro non abbiano il tempo che ho io per leggere le informazioni geologiche su questo terremoto: navigare in internet è fonte di angoscia continua, ma sento il bisogno di sapere, di razionalizzare.

So che gli emiliani, come già i friulani, sono guerrieri, e so che ricostruiranno e diventeranno maghi.

Ho solo due preghiere. E, non fidandomi degli uomini, le affido al mio Dio che non ha nome, e non è legato ad una precisa religione:

fa in modo che i contributi economici raccolti vadano dove sono necessari, e che nemmeno un centesimo vada ad ingrassare burocrazie o politici corrotti

fa in modo che da ora in poi (anche se sarebbe già dovuto avvenire da tempo) chi costruisce, o fornisce materiali da costruzione, lavori in modo pulito e adeguato, e, se puoi, crea un girone infernale particolarmente duro per geologi e costruttori colpevoli.

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