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Buone vacanze 2016

Buone vacanze 2016 - Ching & Coaching

È ora di salutarci, per un po’, per andare in vacanza.

Ormai dovreste conoscermi: quando è il momento di aggiornare la homepage, o di scrivere qualche news, mi ritrovo sempre a raccontarvi e condividere le mie riflessioni. E oggi sono diverse, e un po’ amare.

La prima è, ovviamente, su quanto sta succedendo nel mondo.

Quest’anno ho optato per una vacanza rilassante, in campagna: mi stanco ancora facilmente e devo fare troppe attenzioni a quello che mangio per godermi appieno una vacanza a zonzo per il mondo. Però … fino a non molti anni fa mi sembrava che il mondo intero fosse a mia disposizione, e ne ho visto parecchio. Alcuni mi credevano un po’ pazza: Malawi, Sud Africa, Namibia, India … ma non hai paura delle malattie? Mozambico: ma non sai che ci sono ancora le mine nel terreno? Cina, Islanda, Patagonia, Australia, … così lontano?

E poi, invece, tutti tranquilli quando optavo per viaggi più brevi: Tunisia, Marocco, Turchia …

Sì, ho visto un po’ di mondo e tutto sommato spero di vederne ancora. Ma … ieri mia sorella mi ha comunicato che andrà in Francia, poche settimane fa un’amica era sul treno per Monaco la sera del fatidico giorno, e siamo stati in pensiero fino a notte quando, poco dopo mezzanotte, ha potuto raggiungere l’albergo. La maggior parte dei Paesi del mediterraneo, mete ideali per brevi viaggi culturali, sono preclusi. Non mi piace il mondo che vedo intorno a me e, considerando che viaggio verso i 60 anni, devo in qualche modo considerarmi complice di ciò che lasciamo alle generazioni future. Mi vengono i brividi.

La seconda riflessione è, purtroppo, altrettanto amara.

Quando ero bambina non tutti andavano via in vacanza, molti rimanevano a casa, oppure si andava dai nonni in campagna. Poi … il boom economico, i viaggi, e andare in ferie significava automaticamente spostarsi, in Italia o all’estero, in hotel o in appartamenti in affitto. Ed ora, da qualche anno, la situazione è cambiata di nuovo. L’impatto psicologico è di regressione e questa sensazione di peggiorare, tornare indietro, è estremamente frustrante per qualunque essere umano.

Siamo strani, noi umani. Passiamo parte del tempo a rimpiangere il passato, ma quando accade qualcosa che fa tornare al passato siamo terrorizzati, frustrati, delusi, depressi …

Leggo i libri e le interviste di alcuni dei sociologi, degli studiosi dei nostri tempi, come Jeremy Rifkin, Zigmunt Bauman: tutto viene analizzato, motivato, spiegato, ma la realtà è piuttosto complessa e decisamente difficile.

Ci vuole volontà e forse un po’ di coraggio per non soccombere a timori e pensieri cupi, ma cercare di costruire, giorno per giorno, una realtà arricchita di speranza e umanità è, secondo me, l’unica possibile risposta.

Buone vacanze a tutti. Appuntamento a fine agosto.

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